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GEAPRESS – Apertura della caccia bollente in provincia di Reggio Calabria. I volontari del CABS, che monitorano il territorio dallo scorso 22 agosto per evitare l’uccisione di specie protette, hanno registrato migliaia di spari nella ZPS Costa Viola, nella quale ogni forma di caccia è  vietata fino al 20 settembre.

Particolarmente colpite le località di Melia, Catona e Campo Calabro. Spari vengono altresì denunciati anche per il territorio del Parco Nazionale dell’Aspromonte.

Secondo il CABS sarebbero  state abbattute specie protette, tra cui almeno due Falchi Pecchiaioli, visti cadere nelle campagne di Sinopoli.

Il passaggio di migliaia di uccelli rapaci e gruccioni ha favorito l’attività di bracconaggio, scatenatasi sin dal primo mattino.  Un servizio di controllo realizzato dal Corpo Forestale dello Stato, Comando di Sant’Eufemia d’Aspromonte, svolto in collaborazione con il CABS ha portato alla denuncia di 4 persone che cacciavano illegalmente nel territorio di Solano ed al sequestro di quattro fucili.

Il CABS si rivolge al Governo ed in particolare al Ministro delle Politiche Agricole e Forestali, Maurizio Martina, responsabile dell’osservanza degli impegni internazionali assunti dall’Italia per la protezione delle rotte migratorie degli uccelli, affinchè siano potenziati i controlli e fatto finire lo scempio delle specie protette, in particolare in vista dell’arrivo delle specie più sensibili, come i Falchi di Palude.

L’associazione tedesca, specializzata in antibracconaggio e con numerosi Nuclei attivi in Italia, ha predisposto un dossier che verrà consegnato alla nuova Commissione Europea, che si insedierà nel prossimo autunno. Nel documento sono esposte in forma dettagliate quelle che il CABS definisce  inadempienze dell’Italia sulla sorveglianza dell’attività venatoria e sul commercio di specie protette in Calabria, Sicilia e Sardegna, con la richiesta di aprire una nuova procedura d’infrazione contro il nostro Paese per inosservanza degli obblighi comunitari.

I presidi dei volontari del CABS proseguiranno fino alla fine del passaggio migratorio degli uccelli rapaci.

Già nei giorni scorsi il CABS aveva denunciato il diffuso bracconaggio in danno ai Falchi Pecchiaioli, chiedendo l’intervento del NOA, il Nucleo Operativo Antibracconaggio del Corpo Forestale dello Stato (vedi articolo GEAPRESS).

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