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GEAPRESS – Una notte intera a cacciare ghiri. E’ la denuncia del CABS, lo speciale nucleo di volontari antibracconaggio, secondo il quale  in concomitanza con l’apertura della stagione venatoria, nel versante ionico dell’Aspromonte si sarebbe messa in atto una vera e propria guerra contro i ghiri.

Due squadre di volontari alla ricerca di bracconieri di ghiri. Un “carniere” alla fine pieno ma purtroppo rimasto impunito.

Novanta euro al chilo per vendere sottobanco il grazioso roditore dei boschi, protetto dalla legge. Quello attuale, riferiscono gli esperti del CABS, è uno dei momenti più propizi per il bracconaggio. I ghiri, infatti, sono molto grassi.

I sopralluoghi del CABS sono inziati poco dopo le 23.00 nella zona di Campolico di Sant’Agata del Bianco.

In dei  punto più spettacolari, ove si domina buona parte del versante aspromontano ionico, ai volontari si è presentata una scena che definiscono allucinante.

Ovunque, riferiscono sempre i volontari, la montagna brulicava delle luci di potenti torce e, soprattutto, si udivano da ogni parte colpi di fucile indirizzati ai mammiferi protetti. Bracconieri erano infatti in azione nelle zone di Punta Casteglia e in tutta la fiumara del Bonamico, in agro di San Luca. Altri ancora sparavano proprio nel versante sottostante le postazioni dei volontari, tra Campolico e la Fiumara di Butramo.

Immediatamente la segnalazione alla Compagnia dell’Arma dei Carabinieri di Bianco, competente per territorio, ed al Comando dei Carabinieri di San Luca. Purtroppo, non si è riusciti ad ottenere un immediato servizio di supporto.

A quel punto, i volontari hanno deciso di muoversi da soli.

Con un’auto, sono scesi verso la fiumara di Butramo, nel tentativo di intercettare i bracconieri più vicini. Questi, cinque e tutti giovani, in tuta mimetica, si sono dati alla fuga ma sono stati comunque intercettati sulla strada che da Monte Varet scende a Casignana, mentre si allontanavano su un Pick-up di colore verde, di cui è stata rilevata la targa. La stessa è stata comunicata ai Carabinieri, per le indagini del caso.

Intanto gli altri volontari del CABS tenevano sotto controllo un altro numeroso gruppo di bracconieri, che nella località di Punta Casteglia, anch’essi con potenti torce elettriche, sparavano a più non posso verso i ghiri. In circa un’ora sono stati contati, in quella località, oltre 50 spari che purtroppo dovrebbero corrispondere ad altrettanti animali uccisi. Questi bracconieri hanno abbandonato la postazione di caccia a bordo di un fuoristrada, solo alle ore 2,15.

Passa poco tempo e vengono uditi spari anche nella zona della chiesa di San Leo di Africo, lungo il torrente La Verde, anch’essa nel territorio del Parco dell’Aspromonte.

Un fatto grave, comunica il CABS, dal momento in cui gli atti di bracconaggio avrebbero interessato aree del Parco Nazionale dell’Aspromonte.

L’appello è ora rivolto al Questore di Reggio Calabria affinchè disponga appositi servizi per tenere sotto controllo il massiccio aspromontano e per impedire che decine di persone senza scrupoli vadano in giro di notte a cacciare, spesso munite di armi clandestine.

Al Ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, viene inoltre chiesto quali misure siano state predisposte dopo le circostanziate denunce del CABS di inizio estate, nelle quali gli è già stata segnalata tale imponente attività di bracconaggio notturno a danno di specie protette che, usualmente, si protrae da luglio a dicembre di ogni anno.

L’ultima richiesta è invece rivolta al CTA del Corpo Forestale dello Stato. Quante Notizie di Reato, nelle stagioni 2013 e 2014 ai danni di bracconieri di ghiri?

PER SAPERE DI PIU’ SUL BRACCONAGGIO AI GHIRI LEGGI L’INTERVENTO DEL RESPONSABILE DEL CABS

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