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GEAPRESS – Grave atto intimidatorio compiuto in danno ai volontari del CABS, lo speciale gruppo anti bracconaggio che ormai da settimane  presidia le alture di Reggio Calabria per contrastare l’azione dei bracconieri e le uccisioni dei Falchi in migrazione.

Penne remiganti con la base insanguinata e brandelli di carne fresca, sono stati fatti trovare sul lunotto delle auto utilizzate dai volontari del CABS. Dall’esame delle penne è stato facile risalire al rapace al quale appartenevano. Si tratta di almeno un esemplare di Falco pecchiaiolo, specie protetta dalla legge ed in questi giorni oggetto di una recrudescente azione di bracconaggio. Centinaia i colpi di fucile sentiti dai volontari del CABS. Numerosi i Falchi abbattuti.

Un atto intimidatorio che ad avviso di Giovanni Malara, responsabile del campo antibroccanaggio del CABS, è probabilmente da ricollegare  a due operazioni condotte negli ultimi giorni in collaborazione con il Nucleo Operativo Antibracconaggio del Corpo Forestale dello Stato.

Queste stupide provocazioni – ha commentato Giovanni Malara – non fanno altro che rafforzare la nostra determinazione. Aumenteremo quindi il nostro impegno per assicurare alla giustizia altri bracconieri prima della fine della stagione migratoria, sicuri che cio’ portera’ al ritiro dei relativi porti d’arma da parte della Questura come e’ sempre avvenuto nel recente passato”.

Di certo chi la lasciato quelle penne insanguinate, sapeva dove ha sede la base del campo antibracconaggio. Nel passato sono stati numerosi gli attentati contro i volontari ed appartenenti al Corpo Forestale dello Stato. Veri e propri agguati con arma da fuoco ed una bomba (vedi articolo GeaPress ).

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