GEAPRESS – Nuovo intervento del Corpo Forestale dello Stato ai danni di uccellatori della provincia di Reggio Calabria. Dopo i successi di appena pochi giorni addietro compiuti proprio nelle immediate vicinanze del capoluogo (vedi articolo GeaPress) la Forestale è ora intervenuta più nord, per contrastare una forma particolare di uccellagione che si svolge lungo i crinali della fascia temperata mediterranea.

In località “Due Valli – Longa”, nel Comune di Galatro, il personale del Comando Stazione di Giffone e Laureana di Borrello, nel corso dei servizi di prevenzione generale e di tutela della fauna selvatica disposti dal Comando Provinciale di Reggio Calabria, hanno fermato e denunciato tre soggetti, uno dei quali gravato da diffida, tutti originari del luogo.

La tecnica utilizzata è quella di intercettare la migrazione dei volatili nei periodi autunnali ed invernali, utilizzando le ore dell’alba e del tramonto. Gli uccellatori, lungo i crinali, praticano un ampio taglio della vegetazione creando un corridoio ad imbuto. I tagli, spiegano dalla Forestale, possono essere larghi anche una decina di metri. Al termine del corridoio il bracconiere realizza una postazione, ove, con l’ausilio di canne o verghe, colloca verticalmente una rete di colore scuro, invisibile ai volatili che si spostano principalmente all’alba ed al tramonto sbarrando loro l’uscita. Al momento dell’impatto, il bracconiere chiude la rete, senza lasciare alcuna possibilità di fuga ai volatili.

Spesso gli uccelli vengono uccisi in maniera cruenta mediante schiacciamento della testa o rottura delle vertebre del collo. Fortunatamente, grazie alla prontezza e tempestività del personale del Corpo Forestale operante, i soggetti non avevano ancora intrapreso l’azione di caccia, scongiurando quindi la cattura e l’uccisione di diversi esemplari di avifauna.

I tre soggetti fermati sono stati deferiti, in stato di libertà, alla competente Autorità Giudiziaria ed è stata contestata loro la violazione della normativa sulla caccia. In considerazione che i tre non erano titolari licenza di porto di fucile uso caccia, è stato loro contestato anche il reato di tentato furto venatorio, in ossequio a recenti sentenze della Corte di Cassazione. Nel contempo sono state poste sotto sequestro penale complessivamente tre reti aventi dimensione di metri 6 x 6 che sono state messe a disposizione della competente Autorità Giudiziaria.

In considerazione dei risultati operativi raggiunti, è stata già disposta l’intensificazione dei servizi di prevenzione e repressione su tutto il territorio provinciale di tale pratica illegale che determina un notevole ed indiscriminato danno alla fauna selvatica oltre che ingenti proventi illeciti a chi dovesse porre in vendita la fauna così catturata.

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