pecchiaiolo
GEAPRESS – Intensa attività di bracconaggio nella giornata di domenica ai danni dei rapaci migratori sul versante calabrese dello Stretto di Messina. Ne danno notizia i volontari del CABS impegnati nel campo antibracconaggio giunto alla sua trentesima edizione.

Le particolari condizioni atmosferiche, con vento forte da Nord/Ovest e soprattutto la perturbazione presente a Nord di Reggio Calabria, hanno spinto per tutto il giorno i rapaci nell’area meridionale della città, quella a maggior rischio. In mattinata sono state accertate attività di bracconaggio nelle zone di Croce Valanidi e Bocale. In quest’ultima località i volontari, dopo aver assistito all’abbattimento di un Falco Pecchiaiolo, hanno allertato il Nucleo Operativo Antibracconaggio. Le ricerche del falco  e dei responsabili non hanno purtroppo avuto esito positivo.

Nel pomeriggio l’intensa attività di bracconaggio è stata riscontrata in Contrada Vena di Motta San Giovanni.  I rapaci, purtroppo, transitavano a quote bassissime letteralmente schiacciati dal forte vento. Alcuni di loro, sfiniti, hanno poi tentavano di posarsi in un bosco di querce venendo accolti da decine di colpi di fucile.

Anche in questo caso i volontari del CABS presenti nella zona hanno allertato il NOA, ma a quanto pare non è stato possibile individuare alcuno dei responsabili.

La presenza di volontari e del Corpo Forestale dello Stato ha comunque scongiurato l’abbattimento degli altri falchi che sono transitati sul bosco fino al sopraggiungere dell’oscurità, quando si sono posati sugli alberi per trascorrere la notte.

Non si hanno notizie, invece, di quanto accaduto nelle zone di Embrisi e Santa Venere, le altre aree a forte rischio di bracconaggio, dove si dirigeva il flusso di rapaci in transito su Motta San Giovanni.

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