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GEAPRESS – Lunghi giorni passati ad osservare la migrazione degli uccelli rapaci, con l’intento di proteggerli dal fuoco di fila dei bracconieri che hanno ripreso gli appostamenti, fin dalle porte dei centri abitati.

I volontari del CABS, sono subito pronti ad avvisare le Forze dell’Ordine e ad accorrere nei luoghi, ma l’orografia particolarmente complessa dell’Aspromonte, ostacola spesso un intervento risolutivo. Un punto a vantaggio degli irriducibili bracconieri calabresi che, in barba alle leggi in vigore, continuano a centrare i rapaci con i colpi dei loro fucili.

E’ avvenuto anche nella serata di ieri, quando alcuni cittadini di Fiumara si sono rivolti ai volontari del CABS per segnalare l’abbattimento di un Falco Pecchiaiolo.

Recuperato il povero animale, si è subito provveduto al suo soccorso. Purtroppo il rapace presentava una ferita da arma da fuoco all’ala destra. Di lui si occuperanno gli esperti  del Centro Recupero di Messina, gestito dall’associazione MAN per conto dell’Azienda Foreste della Regione Siciliana. Il Falco Pecchiaiolo dovrà subire un delicato intervento chirurgico.

Il CABS segnala a questo proposito come sono stati parecchi, nel corso degli ultimi giorni, i colpi di fucile indirizzati ai rapaci in transito sul versante calabrese dello Stretto di Messina. Il 90% di questi atti di bracconaggio, spiega il CABS, è stato compiuto utilizzando armi clandestine, nascoste nei posti più idonei all’abbattimento dei rapaci. A conferma del carattere criminale di questa caccia e della sottovalutazione di questo fenomeno illegale da parte delle autorità locali.

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