GEAPRESS – Ad intervenire i Comandi Stazione Forestale di Locri, Laureana di Borrello e di Stilo. In due distinte operazioni sono state individuate e denunciate alcune persone intente ad esercitare la pratica dell’uccellagione.

Nel corso del primo intervento, operato dai Comandi di Locri e Stilo, è stato scoperto un impianto di cattura sistemato nella spiaggia del lungomare della città di Locri. La segnalazione, pervenuta al numero delle emergenze ambientali 1515 del Corpo Forestale delle Stato, era relativa al lato nord della città.

Giunti in loco le pattuglie notavano la presenza di una rete lunga circa 2 metri e larga altrettanto. Era ancorata al terreno tramite due picchetti di ferro con relativi tiranti laterali. Pronta ad essere azionata mediante il tiro di una corda lunga una ventina di metri a sua volta legata a due bastoni. Tramite la corda si permetteva l’azionamento a scatto della rete nel momento in cui i volatili si posavano nell’impianto. Ad attirare i selvatici era un cardellino in cattività rinvenuto in stato di sofferenza. Di fatto il povero animale era legato con una imbracatura rudimentale che coinvolgeva collo e ali attraverso un filo a sua volta annodato con dei rametti. Nei pressi anche quattro gabbie con all’interno tre cardellini per ogni gabbia ad eccezione di una.

L’impianto disposto sulla spiaggia era apparentemente incustodito, ma in effetti, nascosto tra le vegetazione, vi era l’uccellatore originario di Locri. Teneva ancora in mano la corda con la quale avrebbe azionato la rete. All’identificazione dell’uccellatore ed al sequestro dell’attrezzatura, veniva così dato seguito alla perquisizione domiciliare presso la stessa abitazione del cacciatore di frodo. In un locale annesso alla stessa, venivano così scoperte 42 gabbie metalliche di diverse dimensioni, contenenti 15 volatili. Visitati da un Medico veternario su disposizione dell’Autorità giudiziaria, è stata poi disposta la liberazione. L’uccellatore, invece, è stato denunciato per i reati di maltrattamento di animali, furto venatorio e violazione della Legge sulla caccia.

La seconda operazione veniva condotta dal Comando Forestale di Laureana di Borrello in località “Farinella”, nel Comune di Galatro (RC). Un altro uccellatore, anch’esso nascosto nella boscaglia. Stava attendendo che si posassero i volatili selvatici nella rete posizionata verticalmente tra due canne.

Il funzionamento di queste attrezzature, spiega il Corpo Forestale, è molto semplice ma allo stesso tempo efficace e crudele. Al momento dell’impatto dell’avifauna con la superficie della rete, il bracconiere chiude la stessa avvicinando semplicemente le due canne poste alle estremità dell’impianto di cattura. In tal maniera non viene lasciata alcuna possibilità di fuga agli uccelli impigliati. Saranno uccisi in maniera cruenta tramite schiacciamento della testa o rottura delle vertebre del collo.

Anche in questo caso, i reati contestati all’indagato sono l’esercizio dell’uccellagione, in violazione della legge sulla caccia n.157/92, ed il tentato furto venatorio. Questo perchè l’uccellatore aveva inteso catturare illegalmente animali appartenenti a specie protetta, considerata patrimonio indisponibile dello Stato.

L’attività di uccellagione, sottolinea il Corpo Forestale dello Stato, è una vera e propria piaga nella salvaguardia dell’ambiente e nella protezione delle varietà di specie di volatili che popolano il nostro territorio. Attività che determina un fiorente commercio illegale sia di animali vivi, destinati ai collezionisti, che morti, destinati al consumo umano.

Considerata la gravità del fenomeno i servizi continueranno anche nei prossimi giorni. Illeciti che interessano tutto il territorio provinciale. Da sottolineare l’importante ruolo assunto dalla cittadinanza, la quale servendosi del numero di emergenza ambientale 1515, effettua segnalazioni alla Centrale Operativa del Corpo Forestale dello Stato.

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