falco pecchiaiolo
GEAPRESS – E’ iniziato a Reggio Calabria il campo per la protezione degli uccelli rapaci in migrazione. Si tratta, spiega una nota del CABS, del passaggio di migliaia di uccelli rapaci protetti che dai luoghi di nidificazione europei, si dirigono verso la più calde aree di svernamento africane.

Purtroppo, nonostante l’attività venatoria sia interdetta fino al 6 settembre ed i rapaci siano specie particolarmente protette, bracconieri ancora numerosi colpiscono i grandi rapaci veleggiatori soprattutto quando si apprestano a posarsi sugli alberi per trascorrervi la notte. Un viaggio estenuate che, ancora in molti casi, si conclude con una fucilata.

A vigilare sulla  migrazione dei rapaci, saranno dieci  volontari provenienti da ogni parte d’Italia che provvederanno a monitorare le aree del versante calabrese dello Stretto di Messina. Questo per impedire che  Falchi Pecchiaioli ed altri uccelli rapaci, siano abbattuti.

Le Convenzioni  Internazionali liberamente sottoscritte dall‘Italia prevedono l’obbligo della tutela delle rotte migratorie degli uccelli protetti, eppure nessun servizio apposito di controllo viene organizzato in Calabria, a differenza di quanto avviene nel periodo primaverile. Un vasto territorio storicamente colpito da un fenomeno che mette a repentaglio la biodiversità viene lasciato privo di controllo e soggetto a razzie indiscriminate da parte dei bracconieri. Sempre secondo il CABS, un fatto ancora più grave è rappresentanto dalla mancanza di un servizio specifico a partire dall’apertura della stagione venatoria, quando Falchi pecchiaioli e Falchi di palude “cadranno come mosche”.

Per questo senza la presenza del CABS gli uccelli resterebbero privi di ogni tutela.

A conferma dello stato di illegalità venatoria presente i volontari hanno già individuato tre diverse aree, sia sul versante tirrenico che su quello ionico, dove ogni giorno si odono ripetuti colpi di fucile. E’ stato accertato che sono stati colpiti sia rapaci (Nibbio bruno) che piccoli uccelli protetti (Beccafico). Per questo le aree sono sottoposte a monitoraggio per mezzo di telecamere nel tentativo di filmare i delinquenti che attentano stupidamente ad un patrimonio naturalistico di grandissimo valore.

I volontari garantiranno la presenza fino ai primi di settembre impiegando le loro forze in attività di monitoraggio e tutela della fauna, anche con la segnalazione alle autorità competenti di altre attività illecite a danno dell’ambiente. E’ quanto già avvenuto lo scorso 19 agosto in territorio di Solano di Scilla quando i volontari  hanno ripetutamente segnalato tra le 13,50  e le 15,30 al 115 dei Vigili del Fuoco, al 1515 del Corpo Forestale dello Stato ed al numero verde della Protezione Civile un incendio di vaste dimensioni, quasi sicuramente di origine dolosa, che interessava una vasta area boschiva. Nonostante 12 diverse segnalazioni nessuno è intervenuto ed il fuoco ha distrutto l’intero versante, carbonizzando migliaia di piante.

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