GEAPRESS – Ancora richiami acustici. Un mezzo di caccia il cui uso, ma non la vendita e detenzione, è vietato dalla legge. Questa volta i controlli del Corpo Forestale dello Stato si sono concentrati nell’hinterland di Reggio Calabria. Il richiamo, che serve ad attirare l’avifauna nei pressi del luogo di tiro del bracconiere, era sistemato all’interno di una cassa di ferro ben nascosta nel fogliame. Dal contenitore usciva solo il cavo elettrico che collegava il richiamo all’altoparlante nascosto a sua volta in un muretto a secco.

Ad essere sorpreso dai Forestali in atteggiamento di caccia è stato un sessantaduenne di Gallico. L’intervento, cha ha comportato il deferimento all’Autorità giudiziaria del cacciatore di frodo, è stato portato a compimento dal Comando stazione di Reggio Calabria. Sequestro del fucile e del richiamo oltre che denuncia per attività venatoria con l’ausilio di mezzi vietati dalla legge.

Ancora più complesso l’intervento portato a termine dai reparti territoriali di Stilo, Gioiosa Jonica e Caulonia, nel Comune di Riace. In località Ieritano, infatti, veniva notata la presenza di più cacciatori che esercitavano l’attività venatoria con l’ausilio di richiami. Alla vista dei Forestali, gli armati si davano però alla fuga. in un caso, però, avveniva il fermo del bracconiere, un trentottenne di Siderno. Ad essere posto sotto sequestro, è stato il richiamo, il munizionamento, il fucile , più due tordi e sei allodole illecitamente abbattute.

Più sanzioni amministrative sono invece state levate dai Comandi territoriali di Griffone e Caulonia, per la mancata annotazione nel tesserino della giornata di caccia.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati