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GEAPRESS – Ghiri bruciacchiati e bolliti con il pomodoro. E’ una delle ricette che accompagnano una tradizione di caccia illegale diffusa in provincia di Reggio Calabria, ma anche in altra parti d’Italia. Il roditore selvatico viene scovato con l’ausilio  di trappole artigianali. Subito ucciso, oppure allevato, se ancora magro, con foglie di pero. Una specie protetta ma solo virtualmente a giudicare dai numerosi e brillanti interventi  messi a segno dall’Arma dei Carabinieri con la collaborazione del CABS, lo speciale gruppo di volontari antibracconaggio che operano in Italia ma anche in altri paesi europei.

In tutto, ad essere stati sequestrati, sono ben 266 ghiri già uccisi ed un numero notevole di trappole ma anche di armi.

Il primo intervento, reso noto dal CABS a conclusione della campagna per la salvaguardia del Ghiro, è avvenuto lo scorso 15 novembre  in località Castagneto di Africo. Ad intervenire i Carabinieri dello Squadrone Eliportato Cacciatori del Gruppo Operativo “Calabria” di Vibo Valentia, congiuntamente ai militari della Stazione Carabinieri di Bova. Un’area interna al Parco Nazionale d’Aspromonte dove venivano ritrovate 134 gabbie in legno e 120 gabbie in metallo per la cattura di ghiri, 9 cartucce da caccia e 5 cappi in acciaio per la cattura degli ungulati. Il tutto abilmente occultato nella fitta vegetazione.

Il 13 gennaio scorso gli interventi sono proseguiti a cura del Comando Compagnia di Locri. In questo caso vi sono due denunciati ai quali, nel corso della perquisizione domiciliare finalizzata alla ricerca di armi, è stata contestata la detenzione in un congelatore di 25 ghiri morti. Appena cinque giorni dopo i militari del Comando Carabinieri di San Luca, sempre nel corso di una perquisizione domiciliare, trovavano a loro volta altri 67 ghiri all’interno di un congelatore e 100 trappole artigianali per la loro cattura. Un persona è stata denunciata a piede libero così come avvenuto anche nel successivo intervento operato il 21 gennaio in un’ abitazione ed in un ovile di San Luca. In questo caso, nel corso della perquisizione  si rinvenivano 174 ghiri congelati e pronti per la commercializzazione.

L’importantissima attività di controllo svolta dall’Arma dei Carabinieri – ha dichiarato Alex Heid, Segretario del CABS  – ha purtroppo confermato che il territorio dell’Aspromonte è interessato da gravi e diffusi fenomeni di bracconaggio ma ha consentito di mettere fine ad attività illegali che minacciavano questa specie animale, recentemente inserita nella Lista Rossa delle specie minacciate di estinzione.  Esprimiamo – ha concluso il responsabile del CABS – il nostro caloroso ringraziamento ai militari dell’Arma per l’impegno profuso in un territorio difficile quale quello della Provincia di Reggio Calabria per la tutela della fauna selvatica e della legalità

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