GEAPRESS – Iniziano oggi, in provincia di Reggio Calabria, le operazioni del NOA, il Nucleo Operativo Anti Bracconaggio del Corpo Forestale dello Stato in servizio per l’annuale Operazione “Adorno”. Le pattuglie dovranno tenere a bada un feroce bracconaggio attuato ai danni dei rapaci in migrazione. Sebbene il fenomeno sia in forte diminuzione rispetto a non molti anni addietro, le abitudini dei cacciatori di frodo sono dure a morire. Fino ad ieri, durante le perlustrazioni della LIPU, un Falco Pecchiaiolo è stato recuperato nei pressi di Pellaro, mentre colpi di fucile si sono sentiti esplodere più a nord, come nel caso di Pentimele.

Purtroppo per il povero Falco Pecchiaiolo, ben poco si potrà fare per riabilitarlo al volo. Forse, dicono alla LIPU, sarà possibile salvarlo, ma liberarlo sembra veramente molto difficile. Il rapace è stato centrato da una rosa di pallini da caccia. Le ferite, estese anche al petto, hanno in modo particolare comportato la distruzione dell’ala, con fratture multiple difficilmente sanabili.

Da oggi, comunque, vigileranno le pattuglie della Forestale, mentre, nello stesso comprensorio, si svolgerà lo storico campo antibracconaggio della LIPU, diretto da Giovanni Malara. Una zona ampia che comprende oltre 50 chilometri di costa, da Pellaro fino a Palmi. Poi tutte le vallate ed i crinali delle montagne che a raggiera si inoltrano fino al cuore dell’Aspromonte. A Gambarie, proprio nei pressi di una delle cime più alte, è ora il quartiere generale del NOA.

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