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GEAPRESS – E’ morta per un pallettone che le ha trafitto la gola. Ma di lei, la “presunta” lupa, nulla è stato detto. Anzi, se non fosse stato per un comunicato diffuso del CABS l’altro ieri  (vedi articolo GeaPress ), la lupa (presunta) prima o poi sarebbe stata forse “smaltita”, con buona pace del possibile messaggio mafioso che il CABS (Committee Against Bird Slaughter) ha ravvisato nella misteriosa vicenda.

Il comunicato dei protezionisti, riportava altresì una presunta data di ritrovamento, ormai non più recente. Addirittura lo scorso 3 settembre. Nella stessa nota stampa il CABS riferiva di altre uccisioni, tra cui uccelli rapaci e una femmina di capriolo. Quest’ultima addirittura all’interno dell’area del Parco Nazionale dell’Aspromonte.

Poche ore dopo il comunicato del CABS, diffuso l’altro ieri, una nota stampa del Parco riportava dell’uccisione di una femmina di capriolo, nello stesso luogo denunciato dai protezionisti. Nulla, però, veniva riferito sulla data. La data probabile che è circolata, è però quella del 15 settembre, giorno di apertura della stagione venatoria. La capriola, riferisce il CABS, potrebbe essere rimasta vittima di una battuta illegale di cacciatori di cinghiali.

Fauna dell’Aspromonte, dunque, non molto tranquilla, ed il misterioso ritrovamento della lupa, porta più ombre che luci. Il CABS dal canto suo, conferma che ha in preparazione un Dossier da inviare alla Commissione Europea ed al Parlamento di Strasburgo. Confermata anche l’ipotesi di quanto già apparso in alcuni organi di stampa. La lupa, potrebbe essere stata uccisa in un luogo dove di recente il CABS ha rinvenuto una grossa gabbia trappola. Al suo interno, però, aveva rischiato di morire un cane vagante.

Secondo informazioni pervenute a GeaPress da fonte degna di nota, la lupa è stata in effetti ritrovata nella frazione di Razzà, nel Comune di Brancaleone. Ad intervenire sul posto l’Arma dei Carabinieri e l’ASL Veterinaria. La panchina che nelle foto diffuse dal CABS mostra il corpo della lupa ormai morta, si trova quasi alla periferia di Razzà lungo la strada che costeggia la fiumara e conduce tra l’altro a Statti, ovvero solo pochi chilometri più all’interno e quasi al confine con il Parco Nazionale.

Perchè una lupa in pieno periodo estivo era quasi a livello del mare? Un comportamento insolito in un’area, poi, quale quella di Razzà, che di naturale non ha poi molto. L’ipotesi del CABS è che sia stata uccisa da un’altra parte, addirittura trappolata, e poi messa in bella mostra nella panchina della strada principale. Un aspetto, questo, che potrebbe avvalorare l’ipotesi che la povera lupa sia divenuta “postina” di un qualche messaggio. Se, infatti, il bracconiere l’aveva uccisa in montagna (dove in genere i lupi risiedono in estate) che motivo c’era di portarla a valle ed esporla in panchina rischiando oltretutto di essere individuato?

Da fonte inquirente, si è però appreso che il “presunto lupo” è stato certamente ucciso lo scorso 3 settembre, ma nei posti non vi era traccia dei colpi sparati ne tanto meno di bossoli. Le indagini sono avviate. La carcassa del “presunto lupo” è stata però visionata dai Servizi Veterinari, che oggi hanno riferito a GeaPress degli esiti del primo esame del corpo attualmente sottoposto ad approfondimenti. Questo anche per essere certi che si trattava di un lupo, e non di un ibrido di cane.

L’ASP Veterinaria, da noi contattata conferma il ritrovamento, anche se prima di parlare di “lupo” bisogna attendere l’esito delle analisi. Ad interessarsi del caso, lo scorso 3 settembre, il Direttore Giuseppe Giugno dei Servizi Veterinari, Area C dell’ASP di Reggio Calabria. Un “sospetto lupo” adulto, di sesso femminile, finito probabilmente da un pallettone che gli ha perforato la trachea. Nel collo, i fori di entrata e uscita.

Esclusi i Servizi Veterinari, intervenuti per i rilievi tecnici così come prevede la legge, viene però da chiedersi perchè la morte di un seppur presunto lupo, si deve apprendere tramite il comunicato di un gruppo protezionista a sua volta venuto a conoscenza del caso ventidue giorni dopo il ritrovamento.

Perchè, poi, il presunto lupo “balneare”, con nessun segno in loco del colpo mortale, è stato esposto in bella mostra in una panchina di via Risorgimento? Di certo quell’animale è stato riposto non molto tempo dopo essere stato centrato dal pallettone. Il sangue rosso che ha abbondantemente macchiato la panchina, ne è la dimostrazione.

A chi “appartiene” e cosa voleva dire il presunto lupo di Brancaleone?

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