uccellagione ravenna
GEAPRESS – Intervento di rilievo del Corpo Forestale dello Stato della Provincia di Ravenna. Su mandato della Procura della Repubblica, infatti, il Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale ha  eseguito un ordine di perquisizione presso le abitazioni ed il negozio di un commerciante di uccelli della provincia. Ad intervenire anche il Servizio territoriale Cites .

A quanto pare in possesso degli inquirenti vi erano indizi tali da fare scaturire l’atto ispettivo che ha portato al sequestro di circa 400 animali appartenenti a specie selvatica e tutelata dalla Convenzione di Washington sul commercio di fauna e flora minacciata di estinzione. Stante quanto riferito nel comunicato del Corpo Forestale gli animali sarebbero stati detenuti in maniera irregolare.In particolare la Forestale riporta l’assenza di anelli identificativi, mentre altri animali sarebbero stati trovati sprovvisti della documentazione attestante la lecita provenienza. C’è poi il caso dei Tordi rinvenuti al buio. Il sospetto della Forestale è che questi uccelli potessero servire per la vendita  come richiami vivi per i cacciatori.

In totale, come  specie rinvenute, ci sarebbero anche verzellini, merli, usignoli, cinciallegre, lucherini, peppole, tortore, cardellini, e frosoni. Tra le specie tutelate dalla CITES  anche appartenenti alla fauna esotica. Si tratta in questo caso  di kakariki, corpus coelestis, calopsite, agapornis fischeri, padda, oltre a sette tartarughe di terra senza la necessaria documentazione.

Tutti gli esemplari di ornitofauna sono stati posti sotto sequestro, insieme a circa 40 reti da uccellagione, 20 archetti, diverse trappole a scatto, un richiamo sonoro per uccelli e diversi bastoni e bastoncini di varie misure colorati per mimetizzarli nell’ambiente naturale e funzionali per distendere le reti.

Il soggetto indagato è stato denunciato alla Procura della Repubblica con l’ipotesi di reato compatibile con la fattispecie delittuosa prevista all’art. 727 del codice penale per detenzione di animali in condizione incompatibili con la propria natura, nonché per violazione della legge sulla caccia n. 157 del 1992 e della legge 150 del 1992 attinente alle specie di uccelli protetti dalla Convenzione CITES.

Il Corpo Forestale dello Stato – ha dichiarato Giovanni Naccarato, Comandante Provinciale del Corpo Forestale dello Stato – è intervenuto con un’ampia attività  di controllo mirata in particolare sulle attività di detenzione e presunto  maltrattamento della avifauna selvatica oltre al controllo delle specie protette dalla Convenzione Internazionale di Washington (CITES).  Soddisfatto per il risultato raggiunto – ha aggiunto il Comandante provinciale –  grazie all’impegno e all’alta professionalità del personale forestale impegnato, nel servizio programmato per il rispetto della natura e delle leggi per la protezione dell’ambiente.”

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