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GEAPRESS – Se  l’appello al Consiglio di Stato verrà respinto i Daini della Pineta di Classe verranno uccisi. Viceversa gli abbattimenti previsti saranno definitivamente bloccati.

Questo perchè, ricorda l’Associazione Vittime della Caccia, la provincia di Ravenna ha prolungato il piano operativo degli abbattimenti dei cosiddetti selecontrollori dopo la scorsa sospensiva imposta dal Consiglio di Stato. Una decisione  ovviamente contestata dalle associazioni ricorrenti che avevano visto nella prossima udienza del 5 marzo (quella cioè della prossima sentenza di merito) un limite temporale più che sufficiente a scavalcare la data finale degli abbattimenti bloccati dalla sospensiva dei Giudici Amministrativi.

La provincia, però, ha nel frattempo allungato il termine degli abbattimenti consentendo così, nel caso di rigetto del Consiglio di Stato, di potere continuare a sparare contro i Daini. Un provvedimento che le associazioni giudicano “sconcertante”.

Le associazioni ricorrenti riunite nel Coordinamento “Viva i Daini vivi della Pineta di Classe” sottolineano inoltre come il prolungamento di 15 giorni farebbe sconfinare gli abbattimenti nel periodo riproduttivo della fauna.

Anche per questo ed a prescindere di quella che potrà essere la sentenza e le successive azioni della provincia di Ravenna, le associazioni annunciano che continueranno la loro battaglia per chiedere l’applicazione della legge che impone in via prioritaria metodi non cruenti per il contenimento della fauna selvatica. Metodi obbligatori  che, ad avviso degli animalisti, possono essere pianificati e messi concretamente in atto solo se c’è la volontà da parte di chi ha l’obbligo preventivo di applicarli.

L’Associazione Vittime della Caccia ha investito del problema anche il Prefetto, in nome e per conto del Coordinamento “Viva i Daini vivi della Pineta di Classe”, al fine di focalizzare l’intera vicenda, rilevandone tutti gli aspetti di presunta illegittimità rispetto alle norme vigenti e di pubblica sicurezza. Ad essere comunque auspicato è l’avvio di un tavolo di lavoro mirato all’individuazione di tutte le misure necessarie a contenere il numero dei daini nel luogo dove ora vivono e per fare chiarezza una volta per tutte su una situazione strumentalmente ambigua che di fatto favorisce solo e soltanto chi ha interesse a che gli animali siano sempre in esubero.

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