GEAPRESS – I bracconieri sparano alla cicogna nera ed i politici prendono le difese dei cacciatori. E’ successo che ieri il Presidente Onorario del WWF Fulco Pratesi ha commentato l’uccisione del raro animale, facendo riferimento alla disastrosa situazione italiana sulla caccia. Al di là di questo, però, quello che stona non è tanto il discorso di Fulco Pratesi ma la difesa della caccia messa in scena, in più parti d’Italia dal mondo politico.

Intervenendo proprio sulla cicogna nera, il Presidente della Provincia di Firenze, Andrea Barducci e la Vicepresidente, Laura Cantini, Assessore con delega alla Caccia, entrambi PD, così commentano: “Quello accaduto nel Padule di Fucecchio è un gesto scellerato che mette a rischio un raro esemplare di volatile. Il bracconaggio è un’attività ignobile che rischia di gettare un’ombra sull’intera categoria di cacciatori che in realtà sono spesso i primi ad impegnarsi per la tutela del patrimonio ambientale“.

Peccato che ancora, a proposito di ombre, non abbiamo sentito una sola loro dichiarazione contro le proposta di legge della Regione Toscana pro-caccia in deroga. Le province, ossequiosamente, diffondono poi con i loro calendari venatori. E dire che su questo punto la Regione Toscana ha avuto fracassata la sua legge dalla Corte Costituzionale.

La Corte Costituzionale, in effetti, intervenne per lo stesso motivo anche contro la Regione Lombardia sulla cui testa cadde anche la condanna della Corte di Giustizia Europea. Contro chi accusa i cacciatori, fa scudo a Milano l’Assessore Provinciale ad Agricoltura, Parchi, Caccia e pesca Luca Agnelli (LN): “Non sono belve, non sono loro le prede e soprattutto amano la natura, conservano le tradizioni della nostra terra e possono fare un gran bene all’economia”. Ha finito? Neanche per idea: “ Massacrare la caccia – spiega – significa togliere risorse al turismo. All’estero l’hanno capito e infatti sono sempre di più i nostri cacciatori che vanno nelle loro riserve”.

Vi sono poi Regioni che la possibilità di ricorso al TAR contro le illegittimità dei loro calendari venatori, l’hanno sistematicamente annullata. In Abruzzo (vedi articolo GeaPress) interviene l’assessore alla Caccia della Regione, Mauro Febbo (Pdl), che così esterna a proposito di LIPU e WWF: “Le associazioni ambientaliste, con il loro atteggiamento ed operato in questi due anni, hanno mirato sempre ad impedire di fatto l’esercizio della caccia e non ad essere propositive ed a trovare soluzioni condivise”. Continua l’Assessore secondo un lancio dell’agenzia ASCA: ”continuera’ la nostra politica tesa a ridare dignita’ alla categoria dei cacciatori, che svolge una delle attivita’ piu’ antiche al mondo”. No comment sui mestieri più antichi del mondo, ma almeno, prima di pensare alla caccia, provveda a rimettere in vita il TAR. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).