GEAPRESS – Come una scheggia impazzita. Le reazioni all’iniziativa anti caccia della Ministra Brambilla (vedi articolo GeaPress) squarciano dirompenti l’istituzionale assetto delle componenti venatorie italiane e, forse, anche di quelle ambientaliste. A leggere le reazioni dei compartimenti venatori non si capisce dove sia la sinistra e la destra. Nel caso della caccia, però, non è una novità (vedi articolo GeaPress).

Cosa ha combinato la Brambilla?

Secondo l’Arci Caccia, si rischia addirittura una figuraccia con Vladimir Putin. Se la caccia è “un atto stupido”, allora questa è una caduta di stile dell’Italia intera anche nei confronti del cacciatore e amico (di Berlusconi) Putin. Secondo la stessa associazione la Brambilla avrebbe inoltre messo impropriamente becco sull’abolizione dell’art. 842 del Codice Civile. Si tratta, in realtà, della norma che impedisce in Italia l’entrata dei cacciatori nei terreni privati ma solo se appartenenti a straricchi. Se, infatti, il proprietario di un fondo non vuole armati cacciatori tra le balle, dovrebbe trincerarsi dietro una rete metallica o muro di altezza non inferiore ad un metro e venti. Viceversa il cacciatore salta e spara. Prerogativa, questa, che non è possibile, per una banale considerazione di ordine democratico, neanche alle Forze di Polizia, salvo che in flagranza di reato o su mandato della Magistratura. In alternativa a recinti e muri, il proprietario potrebbe solo isolarsi come in un castello medioevale; ovvero, fare scorrere attorno alla sua proprietà un corso d’acqua perenne di almeno un metro e mezzo di profondità oppure largo non meno di tre metri. Il tutto è così previsto dalla legge sulla caccia.

Sul tema interviene anche l’allevatore nonché componente di “Ecoligisti democratici” e responsabile biodiversità e politiche faunistiche del PD, Marco Ciarafoni. Ve lo ricordate? Quando Zaia divenne Ministro delle Politiche Agricole, lo sostituì quale rappresentante del Ministero in seno all’ENCI (Ente Nazionale per la Cinofilia Italiana). Criticando la Brambilla, Ciafaroni sottolinea come l’articolo 842 consente “a determinate e rigorose condizioni, fissate dalla legislazione attuale, l’ingresso nei fondi privati” (!!). Ciò garantisce, sempre secondo Ciafaroni, “il mantenimento di un sistema pubblicistico che evita di assoggettare il patrimonio faunistico, bene collettivo, agli interessi consumistici e prevalentemente mercantili“.

Sarebbe, in altri termini, la gestione sociale della fauna che guarda caso, con esplicito riferimento alle critiche sollevate alla Brambilla, è il tema attenzionato da Arci Caccia nella convocazione richiesta ed ottenuta in sede di Conferenza stato regioni, assieme a Legambiente e Confederazione Italiana Agricoltori.

A tal proposito ringraziano Dario Stefàno (Assessore della Giunta pugliese ed eletto come indipendente nelle liste de La Margherita) ed il presidente della Conferenza delle Regioni Errani (PD), governatore della regione Emilia Romagna. Assetti chiariti? Forse ancora no, dal momento in cui sempre l’ARCI Caccia invita il partito dei cacciatori che ha denunciato Brambilla e Veronesi (vedi articolo GeaPress) a sollecitare il Senatore Pionati (Alleanza di Centro, alleata del Governo) a intervenire urgentemente proprio a proposito della Brambilla. Pionati, infatti, avrebbe nella scorsa campagna elettorale, concluso un accordo proprio con il partito dei cacciatori.

Ed il Senatore Orsi (PDL)? Quello del famosissimo Disegno di Legge che voleva mandare a caccia i minorenni? Il Ddl, un po’ epurato, è ancora in Parlamento ed il Senatore si sarebbe fatto portavoce di altri 100 suoi colleghi di Palazzo Madama (sempre area PDL), in difesa dell’842. Tutto finito? No. Dal centro destra arrivano anche le critiche di Giovanardi, secondo il quale non bisogna dare spazio, sempre a proposito di Brambilla, ai fondamentalismi. Ci scordavamo del pezzo grosso dei filo caccia. Il Senatore Carrara (PDL). Preoccupato dei rimiscugli di schieramento venatorio tuona contro la Brambilla additata di disperdere un patrimonio storico del centro destra, ossia il voto dei cacciatori. Un vero e proprio atto di incoscienza politica, che porterebbe addirittura ad un olocausto di consensi. Forse, però, questo termine è troppo grosso anche per le note esternazioni del Senatore Carrara.

A dire il vero il panico generato dalla Brambilla sembra più una difesa dei ranghi dello schieratissimo assetto venatorio storicamente presente in Italia che non una difesa della caccia. La contro lettura, allora, potrebbe essere che il Ministro del Turismo, facendo comunque riferimento ai compiti istituzionali del suo Dicastero, stia dimostrando che agli animali i pallini fanno male sia che provengano da destra che da sinistra. Chiunque si batta per la loro salvezza, ha merito. Basta considerare le diverse note idee politiche di alcuni suoi illustri sostenitori. Il fatto storico dell’iniziativa del Ministro Brambilla non risiede tanto nella proposta per l’abolizione dell’842, quanto di avere portato in evidenza un autorevole ed eterogeneo schieramento contro la caccia, così come lo è anche nell’opinione pubblica. Cosa che, forse, a qualcuno non piace.

Intanto, oggi, alle 14.30 il Ministro Brambilla sarà ospite di Paola Saluzzi su Sky Tg24, assieme al Presidente della Federazione italiana della Caccia. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).