GEAPRESS – C’è voluta la Corte Costituzionale (vedi articolo GeaPress), ma meglio tardi che mai. La Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia su proposta dell’Assessore alle Risorse Agricole e Forestali Claudio Violino ha dovuto adeguarsi alle disposizione della Corte Costituzionale.

In pratica la legge regionale sulla caccia contravveniva alle disposizioni europee sulla percentuale di territorio da interdire all’attività venatoria. Essendo questa aliquota minore nella zona faunistica delle alpi, la Regione aveva esteso il principio a tutte le aree agro-silvo-pastorali dove però, la percentuale da interdire è maggiore. La Regione ha ora dovuto correggere la sbadataggine incostituzionale votata per dei consiglieri Pdl, Lega ed UDC che avevano così favorito i locali cacciatori.

Ovviamente a questi ultimi si è dovuto spiegare il motivo. Violino, secondo il comunicato della Regione, ha dovuto ricordare ai cacciatori come abbia “dovuto adeguare le proprie normative alle direttive della UE, tenendo conto degli effetti di una sentenza in materia della Corte Costituzionale, ribadita da un’ulteriore pronunciamento della Corte”. In un comunicato della LAC (Lega Abolizione Caccia) del Friuli si era però già da giorni annunciato l’immediato intervento presso gli uffici regionali, diffidati ad intervenire urgentemente per rendere subito esecutivi i dettami della Corte.

Per i cacciatori la batosta è duplice. Non solo gli si riduce l’area di caccia, ma dovranno anche ridurre il numero di cacciatori per ogni area. Se sono rimasti delusi se la devono prendere solo con i distratti consiglieri friulani ringraziandoli però del regalo goduto nella scorsa stagione, ovvero aree di caccia in più, sebbene illegittime.

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