GEAPRESS – Ecco i frutti della caccia in deroga del Presidente Zaia. Ad additarlo il Coordinamento protezionista vicentino secondo il quale nell’alto Agno, la vallata e tutta la pedemontana, è in atto un vero e proprio disastro faunistico. Centinaia di migliaia di abbattimenti di uccelli migratori protetti dalla legge che da nord Europa si ritrovano a dover passare lungo una rotta ove già da tempo dovrebbe essere vigente il massimo grado di protezione. Addirittura dal 1982, secondo il Coordinamento protezionista vicentino, ed a dirlo era l’Istituto statale che per legge stabilisce (inascoltato) anche le aree da proteggere. Il condizionale è d’obbligo visto che le autorità provinciali non hanno mai accolto la richiesta.

E dire che proprio pochi giorni addietro le Guardie della LAC e dell’ENPA hanno effettuato numerosi controlli tra la zona di Castelvecchio ed Altissimo riscontrando la presenza di numerosi cacciatori fin dalle primissime ore del mattino. Iniziavano a sparare ancora con il buio. Alla vista delle Guardie i cacciatori si sono dati alla fuga ma ben nove sono stati fermati e sanzionati. Le munizioni abbandonate dai fuggiaschi sono state poste sotto sequestro. Nel totale delle operazioni sono stati fermati ventisei cacciatori, venticinque dei quali avevano abbattuto uccelli protetti. Solo due dei ventisei cacciatori avevano segnato gli abbattimenti nelle precedenti quindici giornate di caccia.

Secondo Renzo Rizzi, portavoce del Coordinamento Protezionista Vicentino, è in atto in tutto il vicentino “una autentica guerra contro le specie protette. Ormai sono saltati tutti gli equilibri“.

Il bracconaggio non è più endemico ma addirittura dilagante. Un solo cacciatore è stato trovato in possesso di ben 350 munizioni.

Il motivo per il quale i cacciatori non scrivono correttamente la fauna abbattuta è semplice. Gli uccelli ai quali è consentito sparare in deroga, grazie al Presidente Zaia ed all’Assessore Stival, è semplice. Un corretto conteggio metterebbe subito in evidenza come il limite della modica quantità è in effetti solo un escamotage trovato per continuare a sparare. A Vicenza, secondo il Coordinamento, è una sorta di segreto di pulcinella. Di fatto corrisponde ad un vero e proprio passaparola, quasi un ordine da rispettare.

In numeri reali di prelievo si conterebbero nell’ordine dei milioni e non certo nelle “poche” centinaia di migliaia permesse dalla caccia in deroga tanto cara a Zaia. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

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