GEAPRESS – E’ di queste ore la notizia di due brillanti interventi del Corpo Forestale dello Stato che hanno provveduto a fermare numerosi cacciatori di frodo sorpresi all’interno di aree protette. Addirittura nel Parco Nazionale del Gargano; scoperti e sanzionati dal Comando Stazione di Umbra (FG). I forestali di Margherita di Savoia, invece, hanno sequestrato mezzi di caccia vietati nella riserva naturale “Il monte”, per non parlare poi delle due reti di sbarramento e delle 14 reti per la pesca alle anguille rinvenute nelle stesse saline di Margherita di Savoia. Poi a rovinare l’illecito arrivano pure i Forestali di Altamura (BA) che inseguono per sette chilometri un fuoristrada dal quale due bracconieri sparavano ed uccidevano nel Parco Nazionale dell’Alta Murgia (ricordate? Il parco di Don Cassol, ucciso da un cacciatore in atto di bracconaggio, che lo aveva scambiato per un cinghiale).

In questi casi il cittadino si aspetta magari una presa di posizione del mondo politico, esempio, innanzi tutto, di rettitudine e faro illuminante del buon percorso della nostra società. Oggi è arrivato. I fari dei fuoristrada armati di cacciatori potranno illuminare finanche i sentieri non tracciati del Parco Regionale delle Gravine.

Con un provvedimento bipartisan i Consiglieri regionali della Puglia hanno approvato, all’interno della legge di bilancio (!?) un emendamentucolo pro caccia motorizzata in area protetta. In pratica anche dai sentieri non segnalati si potrà sparare. Sarà inoltre consentito l’accesso ai mezzi motorizzati. Insorgono le Associazioni. LIPU, WWF, Legambiente, Italia Nostra, Federazione Speleologica Pugliese, Società Speleologica Pugliese e Coordinamento provinciale del Parco delle Gravine, parlano senza mezzi termini di “mercificazione elettorale” ed annunciano la pubblicazione di blacklist con consigliere promotore e gli altri a seguito.

I membri della Giunta regionale si sono dichiarati contrari, ma nel frattempo la frittata è fatta. Creerà, ad avviso delle Associazioni, confusione (evidentemente voluta) nell’applicazione nel divieto di caccia comunque previsto dalla legge regionale che recepisce l’analoga norma della legge nazionale sulle aree protette. Un emendamento che non durerà molto ma che di sicuro ai rei catturati di questi giorni, farà tornare la serenità. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).