marmotta
GEAPRESS – L’assessore provinciale all’agricoltura, Arnold Schuler, ha firmato l’otto settembre scorso il decreto riguardante “L’autorizzazione al controllo delle marmotte 2015 nei prati da sfalcio con danni rilevanti e loro vicinanze nonché presso infrastrutture a rischio”.

Questo perchè, secondo la Provincia Autonoma di Bolzano verrebbe  “identificato nelle marmotte un comportamento a rischio per l’economia dell’alpeggio che caratterizza la tradizione agricola e forestale della nostra provincia e ne rappresenta una vera e propria ricchezza”.

I danni, riporta sempre la Provincia Autonoma, sarebbero causati dagli scavi e dai cunicoli delle marmotte. Nonostante i contributi versati ai contadini, rappresenterebbero “un pericolo per l’economia dell’alpeggio“. Questo perchè  la carenza di manodopera e l’impossibilità di utilizzare i macchinari rendono non economica la loro cura e risistemazione.  Attualmente in Alto Adige si stima che la popolazione di marmotte ammonti a circa 50.000 esemplari che risiedono su un’estensione di circa 75.000 ettari. Seconda la Provincia nel 2015 sono stati denunciati danni ai prati da sfalcio causati dalle marmotte, nei quali i loro scavi e cunicoli hanno danneggiato almeno il 10% della superficie complessiva, in 210 località e 429 parcelle catastali.

Il decreto firmato dall’assessore Schuler prevede l’abbattimento per il 23015 di 958 marmotte, che corrisponde al 3% della popolazione complessiva di 31.710 esemplari censiti nelle 40 riserve di caccia.

Nel 2014 l’analogo decreto aveva consentito l’abbattimento di 944 esemplari con l’abbattimento effettivo di 657. Il permesso di cacciare le marmotte si riferisce a 1280 ettari, riguardanti le aree danneggiate ed i 100 metri limitrofi, pari al 2,5% della superficie dell’habitat di 50.138 ettari che costituiscono le 40 riserve di caccia.

A detta dei proprietari delle malghe, dei guardacaccia e dall’autorità forestale le misure di prevenzione, come la chiusura delle buche o metodi dissuasivi non avrebbero avuto successo.

Allo scopo di allontanare le marmotte da una specifica area (sperimentazione riferita ad uno studio) mediante utilizzo dissuasivo di urina di volpe ed altri repellenti olfattivi non hanno avuto effetti sul lungo periodo. La perimetrazione con recinzioni per ovini e fili elettrici ha invece avuto successo. “Tuttavia – riporta la Provincia – la crescita dell’erba richiede una manutenzione attenta e costante, aumentando i tempi ed i costi per il buon funzionamento di tale strategia. Inoltre, le recinzioni costituiscono un’alternativa labile all’abbattimento, essendo utilizzabili su superfici limitate nonché in situazioni peculiari. Una misura ecologica alternativa come la cattura ed il successivo spostamento in altre zone è realizzabile, tuttavia richiede grandi investimenti ed è fonte di stress per gli animali stessi. Per la cattura di 14 marmotte sono stati necessari 16 giorni di attività da parte di 2-4 operatori”.

Sono autorizzati all’abbattimento i guardiacaccia e tutti i possessori di permesso annuale o d’ospite delle riserve di caccia interessate. L’abbattimento delle marmotte, nel rispetto del contingente assegnato alle singole riserve, è consentito fino al 30 settembre 2015 ed esclusivamente con tiro a palla e con armi a canna rigata. La domenica non è permesso alcun abbattimento di marmotte nel periodo 9- 17. Tale divieto permane per tutta la settimana nelle vicinanze di sentieri marcati, strade interpoderali e costruzioni.

 

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