polizia provinciale trappole
GEAPRESS – Esche appetitose per attirare gli animali selcatici. Le ha trovate la Polizia Provinciale di Prato che ha provveduto a denunciare una persona, priva di licenza di caccia, sorpresa in atto di bracconaggio.

In particolare, oltre alle esche, la Polizia Provinciale sottoliena il ritrovamento di un laccio in acciaio a forma di cappio disposto sul terreno. Attorno all’arnese le esche per gli animali selvatici. L’intervento è maturato a Sofignano nel comune di Vaiano.

Un laccio di acciaio a forma di cappio lasciato sul terreno e circondato da esche appetitose per attirare animali selvatici. Una trappola senza di via di scampo per le povere bestie che gli agenti della Polizia provinciale di Prato hanno sequestrato a Sofignano nel comune di Vaiano.

Non conosce sosta la lotta contro il bracconaggio da parte della Polizia Provinciale che, con quest’ultima azione, ha messo a segno un ulteriore colpo all’utilizzo di mezzi di caccia vietati, oltretutto in un periodo di divieto generale.

L’operazione è avvenuta nei giorni scorsi quando gli agenti, dopo precedenti verifiche, sopralluoghi e indagini, hanno sorpreso l’uomo mentre stava posizionando un laccio in cordino di acciaio per la cattura di fauna selvatica. La trappola era posizionata in un passaggio creato dalle bestie nella recinzione di un terreno, al transito degli animali questi restavano impigliati per il collo, fino anche a morire. Per attirare i selvatici erano state disseminate anche delle esche di mais e mele, alimenti particolarmente appetiti da istrici e cinghiali.

Ulteriori controlli hanno permesso di rinvenire un secondo laccio in cordino di acciaio di grosse dimensioni (idoneo per la cattura di ungulati come cinghiali e caprioli) e una intera matassa di cavo all’interno di una baracca di proprietà del soggetto denunciato. Quest’ultimo, sprovvisto di licenza di caccia, è stato denunciato alla Procura per esercizio di caccia mediante mezzi vietati e in periodo di divieto generale, tutto il materiale rinvenuto è stato invece posto sotto sequestro penale.

Anche la semplice detenzione di mezzi di caccia illeciti è vietato – ricorda il comandante Michele Pellegrini – Il solo possesso di trappole, tagliole e lacci è quindi soggetto a denuncia penale.”

La Polizia Provinciale di Prato tiene confermare il costante impegno del Corpo per la tutela e la salvaguardia della fauna selvatica. Evidenziata inoltre l’importanza della presenza di personale di vigilanza specializzato sul territorio, con particolare riferimento anche a zone periferiche/extraurbane. Visto anche l’imminente inizio dell’attività venatoria il Comando ricorda la propria disponibilità a fornire informazioni e ricevere richieste e/o segnalazioni attraverso il numero di telefono 337-317977 o il sito internet www.provincia.prato.it

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati