GEAPRESS – Si mangerebbe pure i germogli degli alberi coltivati. Così è stato riferito l’altro ieri in Commissione Agricoltura dal Senatore Giacinto Boldrini intervenuto come relatore sulle “problematiche inerenti ai danni al comparto agricolo ed alle strutture ad uso irriguo cagionati dalla diffusione delle nutrie“. Il palmato roditore di origine americana, che evidentemente sale o in altra maniera raggiunge i germogli degli alberi, avrebbe procurato, sempre ad avviso del Senatore Boldrini, ingenti danni economici alle coltivazioni agricole oltre che un generale deterioramento degli assetti idrogeologici e delle infrastrutture. Un quadro critico confermato da studi. Animali che “rasano” i campi in fase di crescita perché si nutrono di germogli di piante erbacee ed arboree. Una descrizione senza alcuna possibilità di scampo, per la povera palmata nutria che si nutre pure di germogli arborei.

In tal maniera i Senatori componenti della Commissione Agricoltura del Senato della Repubblica, sono stati resi edotti sui danni economici ma anche sanitari della nutria. Qual è la soluzione? Manco a dirlo, modificare la legge sulla caccia consentendo di potere così uccidere le nutrie come se fossero talpe o ratti.

Questo anche alla luce del fatto che alcune amministrazioni regionali e provinciali hanno adottato, anche da lungo tempo, azioni di controllo senza sortire effetti. Ordinanze, in genere, molto diffuse anche nei centri abitati del cremonese da dove proviene lo stesso Senatore. Un intervento quello di Boldrini quasi fotocopia di una sua interpellanza del luglio scorso.

Ovviamente un Senatore delle Repubblica è libero di esprimere le sue opinioni che però, in questi casi, sono prive dei cenni sui ricorsi al TAR proposti dalle Associazioni animaliste che hanno abbattuto simili provvedimenti per carenza di motivazioni. Ivi compresi, in molti casi, anche quelle sui rischi leptospirosi e danni documentati.

Purtroppo anche il Sottosegretario Braga l’ha pensata alla stessa maniera. “Per far fronte ai danni ai terreni agricoli derivanti dalla presenza di nutrie – ha riferito l’altro ieri presso la nona Commissione – è stata ipotizzata, presso l’altro ramo del Parlamento, una misura volta a rendere cacciabile tale roditore“.

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