richiamo acustico
GEAPRESS –  Un campo di stoppie di mais con un appostamento da caccia. La “preda” del cacciatore della provincia di Venezia era l’allodola da attirare con l’uso di richiami vivi.

Il problema, nel corso del controllo della Polizia Provinciale, è sorto nel momento del controllo dei documenti e dell’arma. Il cacciatore, infatti, aveva con sé una sola allodola abbattuta, anche se nel corso degli appostamenti operati dagli Agenti, era stato visto più volte chinarsi e sempre in luoghi precisi. Questo  dopo avere sparato più volte. La stessa allodola era stata regolarmente segnata nel tesserino venatorio regionale, ma il tutto non coincideva con il numero dei colpi che erano stati sparati.

Iniziata la verifica tra le stoppie di mais si è così riscontrato che proprio nel punto ove il cacciatore era stato visto chinarsi, erano stati nascosti otto pispole (Anthus pratensis), specie non cacciabile. Le sorpese però non finivano qui. Sotto un’altra zolla, riferisce il comunicato della Provincia di Venezia, venivano infatti trovati 12 bossoli calibro 12. Scoperto dalla Polizia Provinciale, il cacciatore consegnava spontaneamente il telecomando del richiamo acustico tenuto nelle tasche dei pantaloni. Tutto sotto sequestro, dunque, tra cui un fucile calibro 12 ed il richiamo elettroacustico con alimentatore, altoparlante, e sgabello con telaio in legno e gamba di metallo.

Per il cacciatore colto in atto di bracconaggio, la denuncia per l’abbattimento di specie protetta e utilizzo di richiamo vietato dalla legge sulla caccia.

Un secondo richiamo acustico (nella foto) era stato nei giorni scorsi sequestrato, sempre dalla Polizia Provinciale di Venezia, nei pressi di Annone Veneto. In questo caso il verso riprodotto era quello del Tordo bottaccio. Il tutto all’interno di un giardino ove, tra i cespugli, operava una persona con una torcia elettrica. Nei pressi una rete da uccellagione lunga 35 metri ed alta tre.

In questo periodo, ha riferito la Polizia Provinciale, è in atto la migrazione dei Tordi  bottacci, una specie  molto ricercata dai cacciatori. Le operazioni di controllo antibracconaggio e contro le attività illecite di uccellagione sono state coordinate dal comandante Alessio Bui e dal vicecomandante Antonio Lunardelli.

Secondo l’assessore alla polizia provinciale Giuseppe Canali “grazie al capillare controllo del territorio e al contrasto del bracconaggio le nostre pattuglie sono riuscite nel giro di pochi giorni a catturare persone che non rispettano le regole dell’attività venatoria.  Sono dunque fondamentali l’impegno e la determinazione dei nostri agenti nel tutelare il territorio a servizio della sicurezza della comunità”.

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