GEAPRESS – La LAC annuncia azione risarcitoria  nei confronti dei due cacciatori finiti sotto processo con l’accusa di avere ucciso un cinghiale in mare. I fatti sono ormai noti visto che le fotografie, scattate da alcuni attivisti della LIPU, indignarono in molti. Un povero cinghiale, inseguito fino in mare e poi ucciso dai cacciatori in barca (vedi articolo GeaPress).

Due di loro vennero accusati di avere trasgredito la legge sulla caccia (divieto di caccia dai natanti) ma già lo  scorso gennaio il PAE (Partito Animalista Europeo) aveva annunciato della scelta dell’oblazione (vedi articolo GeaPress). Una possibilità che di fatto  estingue il reato, consentita per molti reati venatori, tutti di natura contravvenzionale. Paghi una ridotta sanzione pecuniaria e la cosa finisce lì. Ne dà ora conferma  la LAC (Lega per l’Abolizione della Caccia) che annuncia come stamani, in udienza, il PM non si sarebbe apposto alla richiesta di oblazione avanzata dalla difesa dei due. Dunque è ormai praticamente certo che il processo non ci sarà.

La prossima udienza è ora fissata al 16 aprile ed anche la LAC, che aveva tentato come il PAE di costituirsi Parte Civile, annunica il ricorso all’azione risarcitoria.

Dunque, ancora una volta, questo è l’esito di reati che di certo molto indignano, ma che si risolvono con il pagamento di poco più delle spese legali.

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