GEAPRESS – Quel cinghiale venne centrato da distanza ravvicinata accompagnato da un grande spruzzo d’acqua marina. Il colpo di fucile esploso da quella barca, fece inevitabilmente centro. Ora, però, a trasformarsi in un probabile buco nell’acqua è invece l’azione penale intentata ai danni dei due cacciatori. Lo scorso giugno, nei loro confronti (vedi articolo GeaPress ), era stato chieso il rinvio a giudizio a seguito dei gravi fatti di Porto Ercole (GR). Una notizia che fece molto scalpore. Un cinghiale spinto in mare dai colpi di fucile esplosi dalla collina e poi inseguito con una barca. Una volta raggiunto, al povero animale venne quasi appoggiata sul collo la canna del fucile. La scena venne fotografata da alcuni attivisti della LIPU (vedi foto e articolo GeaPress ).

Alle Forze dell’Ordine non venne difficile individuare i protagonisti di quella incredibile scena. Cacciatori di cinghiali del luogo, si disse allora. Un fatto che sconvolse non poco le persone che, loro malgrado, dovettero assistere all’inseguimento ed al finale colpo dalla barca.

Il procedimento penale che ne è scaturito è stato poi seguito passo passo dal PAE (Partito Animalista Europeo) che ha incaricato il suo legale, avv. Edward Quimi, di predisporre la costituzione di Parte Civile. Questo nel caso si fosse arrivati al dibattimento. Per i blandi reati venatori, infatti, è consentita l’oblazione. Si paga una piccola somma ed il reato risulta estinto. Niente processo e niente Parte Civile. Ed è ora questo quello che probabilmente accadrà. Ne da notizia Enrico Rizzi, Coordinatore Nazionale del PAE, il quale informa come ieri, nel corso dell’udienza fissata dal Tribunale di Grosseto, i due hanno chiesto la possibilità di oblare.

Il Giudice ha rinviato la decisione al prossimo 28 marzo ma la scelta dell’oblazione viene altresì ritenuta molto probabile.

Non ci sono problemi – riferisce Enrico Rizzi a GeaPress – Temevamo questo esito essendo consapevoli di come i reati venatori fanno acqua da tutte le parti. Vuol dire che abbandonata la strada penale – ha aggiunto Rizzi – seguiremo quella civile“. L’Ufficio Legale del PAE è stato per questo già informato. Aprire cioè una richiesta di azione risarcitoria contro i due”.

Il 28 marzo sapremo – aggiunge Rizzi – ma di sicuro non demordiano, anzi questo caso evidenzia, qualora ce ne fosse stato ancora  bisogno, quanto ridicoli siano i reati venatori. In Italia, evidentemente, è possible anche questo, pagare una piccola somma per estinguere un reato da favoletta. La sede civile sarà nel caso la prossima tappa“.

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