GEAPRESS – Lo scorso agosto, GeaPress pubblicava la notizia di una grossa operazione del Corpo Forestale dello Stato, che aveva portato al fermo di un gruppo di bracconieri specializzati in caccia notturna ai cinghiali (vedi articolo GeaPress). I cinghiali vennero ritrovati senza testa ed i fatti si svolsero a Bibbona, in provincia di Livorno. A fare scattare l’operazione, le numerose segnalazioni provenienti dagli agriturismi della zona. I turisti avevano fatto notare la fucileria notturna. Un bracconaggio, quello al cinghiale, molto diffuso. I destinatari della carne di ungulato, secondo gli inquirenti, sono quasi sempre nel settore della ristorazione. Un sistema, ormai, funzianante da tempo e che riguarda anche altre specie animali.

Per i cinghiali o comunque per gli animali allevabili, c’è sempre una bolla di accompagnamento da presentare nel caso di un eventuale controllo in trattoria. Un certo, se pur piccolo, quantitativo di carne “legale” si trova sempre. Mentre per altre specie, come l’Istrice, bisogna essere più accorti. In genere si deve essere conosciuti, andare con un cliente affezionato, o aspettare di diventare un cliente di fiducia. Se la Forestale interviene, il rischio è il ritiro della licenza.

E’ passato quasi un anno dai fatti di Bibbona, ed ora, da Santa Luce, ai confini di un’oasi della provincia di Pisa, arriva notizia di un altro tremendo ritrovamento. Il comprensorio è lo stesso; pochi chilometri dal luogo dell’operazione del Corpo Forestale. Sul povero capriolo squartato, è incappato un turista il quale ci ha inviato, inorridito, le fotografie che vi alleghiamo. Il capriolo, infatti, era stato frettolosamente macellato ed in parte portato via. Arti inferiori e costato. Tutto il resto, lembi di pelle e parti anteriori, è rimasto lì, in terra, nel bel mezzo del sentiero. Poco sopra, l’appostamento del bracconiere. In bella mostra. Il cacciatore di frodo ha mirato in direzione del sentiero.

Un fatto non nuovo, visto che lo stesso turista, anni addietro, era incappato in un capanno di cacciatori di piccoli uccelli, durante un’escursione lungo il sentiero CAI 00, che da nord a sud passa sui crinali di alpi ed appennino. Ma è possibile?

Si, ed abbiamo pure rintracciato una delle Guide Ambientali dell’AGAT , Associazione Guide Ambientali Toscana che aveva notato, assieme ad altri suoi colleghi, il problema. Per quanto incredibile possa sembrare, l’appostamento dei cacciatori era autorizzato della Provincia di Pisa, la quale attese la fine della stagione venatoria e non rinnovò, poi, il permesso.

Jean Claude Pucci, è una guida esperta la quale si rammarica della sottovalutazione del fenomeno del bracconaggio. “Non si capisce il danno al turismo causato dall’illegalità venatoria” dice Jean Claude a GeaPress.

Per i boschi della Toscana la nostra Guida accompagna inglesi, tedesci e scandinavi. In bici o in escursione sacco in spalla.

A parte l’appostamento sul sentiero CAI – dice Jean Claude Pucci – è pericoloso incappare nelle battute al cinghiale. L’animale se braccato, è ovviamente molto nervoso“.

Chiediamo se lui, come i turisti che accompagna, si è invece trovato in difficoltà incontrando un cinghiale non braccato. La Guida escursionista ha sentito dei racconti di caccia, ma in effetti incontri veramente pericolosi, non sono mai capitati. Neanche quando si è trovato a pochi metri da verri di ben oltre cento chili, come di scofre con i piccoli.

Certo – dice Jean Claude – non bisogna forzare la mano. Io non li guardo negli occhi. Con un grosso maschio, una volta, ci siamo incontrati a pochissimi metri. Lui ha grugnito appena un poco e poi ha cambiato strada. Ma mi è capitato di trovarmi anche tra una femmina ed i suoi piccoli – aggiunge Jean Claude Pucci – Ho indietreggiato con calma, spostandomi. Lei si è ricongiunta con i piccoli e tutto è andato bene. Anche con il lupo, mai avuto problemi, del resto se ne avessi sentore, non porterei in giro i turisti“.

Ed i cacciatori feriti dai cinghiali? In Toscana, ma anche da altre parti, vi sono vari racconti.
Se, ad esempio, il cinghiale creduto morto, è invece solo ferito e nel frattempo inizia l’incredibile operazione dell’evirazione?
Viceversa, i ristoratori, quella carne, non la vogliono. Dicono che è amara.

Jean Claude, ha sentito parlare di questi racconti. Anche dell’evirazione. La sua Regione è ricca di boschi e di cacciatori, anzi la Toscana è la prima regione italiana come numero di seguaci di Diana. Lui, la Guida ambientale, ha però fatto la tesi di laurea sul lupo e sul cinghiale, ed oltre ai quindici mesi che ha monitorato per il suo studio, ha almeno 25 anni di esperienza nei boschi toscani.

Ormai il cinghiale, con le caccie di selezione, viene ucciso tutto l’anno. Per me, fare la Guida, è anche un lavoro ma è soprattutto passione per i boschi. Mi piacerebbe potere lavorare tranquillamente. Mi piacerebbe che del pericolo del bracconaggio, ne siano consapevoli tutti. E’ un danno anche per il turismo – conclude Jean Claude Pucci – ma qui non sembra che ce ne sia molta consapevolezza.”.

Intanto i resti del capriolo sono rimasti lungo la strada. Peccato, per il capriolo e per il turista al quale rimarrà questo ricordo dell’Italia.

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