GEAPRESS – Dovrebbe interessare per primo gli stessi usufruitori, ovvero coloro che assimilano piombo assieme alle carni di animali morti. Per la Provincia di Reggio Emilia, però, un parere dell’ISPRA che riferiva della “potenziale pericolosità anche per la salute umana a causa della frammentazione dei proiettili”, è solo una raccomandazione, al massimo un mero spunto per la pianificazione venatoria regionale.

Figuriamoci, poi, la dispersione dei pallini di piombo nell’ambiente i cui effetti potenzialmente pericolosi vengono ora così sottolineati dalla LAC che ha vinto, innanzi al TAR, il ricorso contro la delibera di Giunta provinciale del luglio scorso. A dover essere impallinati, a suon di piombo, dovevano essere gli ungulati.

Per il TAR, infatti, è sufficiente una semplice lettura del documento dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale per constatare come vi sia ben più di una semplice raccomandazione ad eliminare l’uso di sostane tossiche per la salute dell’uomo.

Sempre per il TAR non solo la vera natura del documento dell’ISPRA è quella di un “parere”, ma l’amministrazione regionale nulla ha detto sul perché non ha eseguito le precise indicazioni.

Il TAR, impugnando la delibera di Giunta della Provincia di Reggio Emilia, ha riconosciuto la sussistenza dell’eccesso di potere e del difetto di motivazione.

Il ricorso della LAC è stato patrocinato dall’Avv. Massimo Rizzuto.

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