GEAPRESS – 526.400 uccellini appartenenti a specie protette dalla legge, saranno uccisi nelle prossime settimane in Veneto. Questo l’effetto della Delibera di Giunta firmata ieri pomeriggio dal Governatore del Veneto Luca Zaia. Un nuovo Lodo Zaia, insomma, così come già l’anno scorso le Associazioni protezioniste definirono la delibera sparapasseri. Quest’anno la storia si ripete.

Ancora una volta il Veneto ha, infatti, deliberato l’uccisione dei piccoli uccelli migratori. I flussi migratori vanno verso l’Africa a cercare luoghi caldi e tranquilli ma in Veneto dovranno passare attraverso la fucileria di una caccia di fatto vietata dall’Unione Europea. Una delibera tanto voluta dall’Assessore all’identità veneta ed ai flussi migratori (…umani), Daniele Stival. Solo che la caccia ai migratori alati potrebbe riservargli sorprese, salate, sul piano della legittimità. Potrebbe essere, infatti, autorizzata in casi eccezionali, praticamente unici ed in piccole quantità, e solo dopo certificati gravi motivi. In Veneto, invece, si uccidono ogni anno fringuelli, frosoni ed altre graziose specie canore con una Delibera pro-polenta e osei, approvata appena pochi giorni prima l’apertura della cosiddetta caccia di tradizione. I tempi di ricorso al TAR, in altri termini, sono così quasi impossibili.

Su quest’ultimo punto, però, si è aperto un nuovo fronte di polemica tra la Regione Veneto e l’eurodeputato dell’Italia dei Valori Andrea Zanoni, veneto pure lui. Cosa ha combiato ancora la Regione Veneto? Nel comunicato diffuso ieri pomeriggio e riportante un monologo dell’Assessore all’identità veneta e flussi migratori, sono state inserite delle frasi proprio a supporto delle quantomeno opinabili tesi stivaliane. Tra queste anche quella che la Delibera ora approvata “ricalca sostanzialmente la regolamentazione adottata per la passata stagione venatoria, alla luce del fatto che quest’ultima è stata ritenuta dal Tar del Veneto conforme all’ordinamento comunitario“.

Non è assolutamente vero – ha dichiarato a GeaPress l’eurodeputato Andrea Zanoni – ed è grave che qualcuno vi abbia così fatto ricorso. Questo non solo per la correttezza dell’informazione, ma anche perchè chi ha scritto una cosa simile conferma la pochezza di un provvedimento che rappresenta invece un gravissimo affronto della Regione Veneto verso la Corte di Giustizia europea. La verità – ha aggiunto Zanoni – è che il TAR, sul ricorso della passata stagione venatoria, deve ancora esprimersi. Nessuna sentenza di merito è stata finora emessa. Ricordo invece – ha concluso Zanoni – a chi fornisce questa informazione in supporto alle tesi dell’Assessore Stival, che lo scorso 11 novembre la Corte di Giustizia Europea ci ha condannati a causa della normativa del Veneto sulla caccia in deroga”.

Purtroppo, però, a pagare le sanzioni non saranno né gli amministratori veneti né tanto meno i cacciatori. Pagherà l’Italia, ovvero noi tutti.

Intanto, nei prossimi giorni, Andrea Zanoni sarà ricevuto dal Commissario europeo all’Ambiente, lo sloveno Janez Potočnik . Al centro dell’incontro proprio il reiterato comportamento di alcune Regioni italiani nell’emanare documenti fotocopia che violano le disposizioni comunitarie (ieri è stata la volta della Lombardia, vedi articolo GeaPress) oltre che le leggi nazionali, e più volte impugnati sia dalla Corte Costituzionale che dalla Corte di Giustizia Europea. Alla Commissione europea, invece, verrà depositata un’interrogazione prioritaria per chiedere l’apertura di una procedura d’urgenza straordinaria per ottenere la sospensione della Delibera tanto amata da Stival.

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