GEAPRESS – Nonostante già il 4 aprile scorso, con decreto del Presidente della Giunta Regionale n. 19 pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione Piemonte, sia stato ufficialmente indetto il Referendum per l’abrogazione parziale delle norme che disciplinano le specie cacciabili e l’esercizio della caccia.(la data prescelta è quella del tre giugno prossimo) il sito web della Regione, appena rinnovato nella veste grafica, non spende nemmeno una parola per la consultazione appena indetta. Quattro milioni di cittadini elettori piemontesi ed il sito della loro Regione che tace.

Per il Comitato promotore si tratta di una mancanza di corretta informazione che invece dovrebbe caratterizzare un sistema veramente democratico.

Poco da meravigliarsi, dicono i promotori, considerato che per ben 25 anni la Regione Piemonte ha impedito il voto popolare ricorrendo a cavilli e sotterfugi fino al definitivo pronunciamento della Corte d’Appello di Torino e del TAR che hanno sancito la legittimità della consultazione referendaria. Non solo. Nel caso di ulteriori ritardi da parte della Regione, i Giudici avevano finanche previsto l’imposizione dell’Autorità prefettizia. Seguì il mancato incorporamento in occasione delle prossime amministrative e la riduzione della consultazione referendaria alla sola giornata di domenica 3 giungo. Lunedì escluso, dunque. Tutto utile a non raggiungere il quorum e pertanto, la validità della votazione.

Un atteggiamento da casta, che sta di fatto continuando l’ostruzionismo nei confronti dei diritti democratici dei cittadini, dicono al Comitato promotore.

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