volpe IV
GEAPRESS – Sta diventando il simbolo della campagna nazionale “Crimini di Natura” del WWF, l’uccisione a bastonate di una volpe nell’alessandrino.  Come il vicesindaco di  Castelnuovo Scrivia (AL), anche il WWF Piemonte ha presentato un esposto in Procura e si costituirà parte civile contro i cacciatori accusati di avere massacrato un esemplare di volpe rimasta intrappolata nelle reti per la cattura finalizzata al censimento delle lepri.

L’azione, null’altro che un vero e proprio abominio secondo Ivan Palaia, referente caccia del WWF,  è stata però ripresa e il video consegnato dal vicesindaco Gianni Tagliani alla Procura, come elemento probante il reato di cui all’art. 544 bis c.p che punisce, con la pena della reclusione da quattro mesi a due anni, “chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale..”.

Non solo: per il WWF, l’assenza delle Guardie Venatorie Provinciali durante la cattura delle lepri getta un’ombra  sull’utilità dei censimenti svolti dai cacciatori, che secondo l’Associazione dovrebbero invece essere esclusi da questa attività in quanto soggetti coinvolti nel prelievo. Sempre ad avviso del WWF nel caso delle volpi, che nella visione venatoria sono considerate animali “nocivi” e oggetto di prelievi oggettivamente inutili e  le cui modalità  rasentano il sadismo, nella realtà svolgono invece un ruolo fondamentale di contenimento di numerose specie alloctone o dannose alle colture agricole permettendo il mantenimento di un equilibrio dinamico tra le specie.

E’ anche per questo motivo – afferma Palaia – che il WWF in questi giorni ha diffidato la Provincia di Asti in merito alla delibera che proroga i piani di controllo della volpe, e ha chiesto una maggiore tutela di questa specie vietandone il prelievi su terreni innevati e in zona Alpi”.

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