GEAPRESS – Censura del Governo nei confronti della Regione Piemonte. Approfittando della legge sulle disposizioni collegate alla finanziaria regionale, il Consiglio piemontese aveva infatti appioppato alla fauna un aggettivo poco desiderabile per chiunque. Nocivo! In questo caso, però, ad essere danneggiata era la legalità, o meglio la legittimità del provvedimento ora inviato, addirittura, alla Corte Costituzionale.

I vizi di legittimità, in altri termini, sono già stati evidenziati, anche se adesso, ad esprimersi, dovranno essere i Giudici della Corte. L’impugnativa, infatti, ha evidenziato come le prerogative in tema di controllo straordinario sulla fauna, appartengono allo Stato e non alle Regioni. Lo Stato, infatti, ha un organo tecnico che deve affrontare, proprio sul piano delle competenze scientifiche, e non politiche, le eventuali problematiche.

Secondo Roberto Piana, Responsabile piemontese della LAC, “questa notizia, che giunge alla vigilia della manifestazione nazionale contro la caccia che si terrà a Torino il 17 settembre prossimo, è di grande auspicio per la vita selvatica animale“.

In Piemonte, la prossima primavera, dovrebbe svolgersi il referendum regionale sulla caccia, tenuto di fatto bloccato per un quarto di secolo da cavilli e pretestuose motivazioni che, in pratica, hanno favorito il permanere anche delle posizioni venatorie più oltransiste come quelle, ad esempio, di ridefinire la fauna secondo un concetto stabilito prima della seconda guerra mondiale. Ovvero la presunta nocività. 

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