Piemonte: il Prefetto imporrà la democrazia
Le omissioni della Regione e il referendum anticaccia.
GEAPRESS – Clamorosa sentenza del TAR del Piemonte (sezione seconda) al ricorso delle Associazioni promotrici del referendum anticaccia, tenuto bloccato dalla politica piemontese per un quarto di secolo. Il Presidente della Regione Piemonte Cota, se non darà corso alla consultazione, verrà sostituito per i compiti referendari dal Prefetto di Torino Alberto di Pace. La Regione, intanto, paga tutte le spese e, nel caso di intervento del Prefetto, pure quelle che l’Ufficio Territoriale del Governo dovrà sostenere.
La svolta nei decenni di ostruzionismo politico al referendum, arriva in effetti nel 2008. Il Tribunale di Torino sancì il diritto degli ambientalisti a volere dare corso ad una consultazione decisa già dal 1987. La vicenda finì in Corte d’Appello la quale, nel dicembre 2010, confermò quanto già ribadito dalla prima sentenza. Nonostante ciò la Regione Piemonte nulla fece. Le Associazioni decisero così di ricorrere al TAR registrando, in questo caso, un improvviso sussulto della Regione dal suo torpore. Il ricorso è inammissibile, sostennero i politici. La Regione, ribadirono le Associazioni ricorrenti, omette la riapertura della procedura referendaria. Il TAR, ora, ha dato loro ragione. Entro 15 giorni dalla notifica della Sentenza, il Presidente Cota sarà costretto a dare esecuzione a quando deciso dalla Corte d’Appello di Torino. Se la Regione continuerà nel suo comportamento omissivo, il Commissario ad acta sarà il Prefetto di Torino Alberto di Pace.
Esultano le Associazioni ricorrenti. Per Roberto Piana e Piero Belletti, componenti del Comitato promotore del referendum e rappresentanti di LAC e Pro Natura, si tratta di una sentenza clamorosa. Entro febbraio si saprà la data del referendum.
25 anni, tanto è stata tenuta bloccata la democrazia in Piemonte pur di non fare svolgere il referendum anticaccia. La politica piemontese sarà costretta a dare corso alla cosa più semplice di questo mondo che esula dallo stesso quesito referendario: la volontà popolare. In altri tempi la figura del Prefetto avrebbe indotto qualche preoccupazione. Ora, invece, grazie allo scadere della politica pronta a buttarsi su un qualsiasi piatticello del consenso, non può che salutarsi con favore.
LA COLPA E’ SEMPRE DI ANDREOTTI
Vale la pena ricordare che il primo referendum ove non si raggiunse il quorum, vero e proprio successo di chi ha puntato sulla disaffezione al voto, fu quello nazionale anticaccia congiunto a quello sui pesticidi del 1990. In molti soffiarono sul vento dell’astensione. Dei tre questi referendari (due sulla caccia e uno dei pesticidi) del 1990, il quorum si attestò, con lievi fluttazioni, intorno al 43%. Si espressero per il SI, anche qui con lievi fluttuazioni tra i tre quesiti, circa il 93% dei votanti.
Rimase famosa la frase dell’allora Presidente del Consiglio Giulio Andreotti il quale dichiarò che sarebbe andato a votare anche se non aveva ben capito i quesiti referendari …
Per riportare le persone al voto referendario, ci sono volute, nel 2011, lo scoppio delle centrali giapponesi e la paura del disastro nucleare.
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Per il moderatore:ultimamente stai bannando i miei messaggi!Pur non contenendo niente di offensivo!La “scomoda”verità fa male!!!!!!!
speriamo non ci siano ancora ribaltoni, il voto è demoscrazia ed è giusto che i piemontesi possano votare, mi piacerebbe tanto potesse votare tutta Italia, le cose sarebbero molto diverse dai tempi di Andreotti… ma per ora dobbiamo accontentarci…
Fantastico! Una vittoria per tutti gli animalisti e un ringraziamento infinito e dovuto degli antispecisti a chi non ha smesso di credere in questi anni nella giustizia: il Comitato promotore LAC e Pronatura. Assurdo che un prefetto imponga la PARTECIPAZIONE. Ma dopo un 20ennio di fascismo mediatico e totalitario accogliamo con soddisfazione questa grandiosa eccezione. Assurdo poi che le forze politiche per 25 anni abbiano bloccato l’espressione della volontà popolare dimostrando ancora una volta come siano FALSI DEMOCRATICI in particolare tutti coloro che hanno governato nella regione Piemonte in questo lungo tunnel, molto più lungo di quello (Gran Sasso – Ginevra) citato da una “famosa” ministra dei governi dittatoriali e imperialsti berlusconiani.
Non c’è niente di scomodo e neppure niente di tanto complesso. Si faccia il referendum e si avrà un risultato che dovrà essere la base da cui partire. Questi tentativi di boicottaggio ancora una volta sono soltanto l’ennesima dimostrazione di come il legislatore (spesso di una nota parte politica) interpreti le leggi solo a proprio interesse.
“La “scomoda”verità fa male!!!!!!!”
Oddio, no… un altro di quelli che “non pubblicate i miei messaggi perchè volete insabbiare le mie verità scomode” :))))))
Questo messaggio le è stato pubblicato, signor cacciatore, no? Quindi che ha da lamentarsi? :)))))
Eh,maresciallo,l’ultimo messaggio,GRAZIEEEEEEEE AL………………
@ cacciatore,vuoi fare lo spiritoso scrivendo maresciallo…sai almeno chi era tito speri?essendo bresciana e avendo studiato un poco la storia ti rinfresco le idee…e’ nato a brescia nel 1800 ed e’ stato un patriota italiano. comandò la difesa di Porta Torrelunga (attuale piazzale Arnaldo) e della piazza che oggi porta il suo nome.(che e’ pure molto bella).invece il “nostro”cacciatore che e’ mesi che commenta,lo tiene un nome… o lo hanno battezzato “cacciatore”.
@elena68:si scherza un po’……..a dimostrazione che il moderatore pubblica solo quello che gli pare!!
cosa centra Tito speri con il maresciallo Tito che era tutt’altra persona comunque Cacciatore un pò di serietà piuttosto se dovessero fare il referendum in piemonte e uno in lombardia o in veneto con risultati opposti in base logicamente a
regioni più o meno filo venatorie come si procederebbe? se la legislazione in materia venatoria da uno degli ultimi articoli di questo link spetta allo stato perchè allora il referendum in piemonte per abolire la caccia in quella regione?c’è qualcuno che può spiegare questa situazione senza fare ragionamenti estremisti sia da una parte che dall’altra ……… grazie
eh, cacciatore, PREGOOOOOO AL…………………. :))))))
Qui siamo tutti gentilmente ospitati dalla redazione di Geapress; tutti! La redazione ha tutto il diritto di pubblicare quello che gli pare e che ritiene giusto! Se lei non gradisce la maniera in cui la redazione modera, non ha che da alzare i tacchi. :)))))))
@ cuccuruccu tranquillo… il maresciallo tito e’ stato un politico jugoslavo,ma cacciatore in un mess.di giorni addietro intendeva riferirsi al film comico con .. Alberto Sordi e il feroce maresciallo Tito.non scrivo cose campate in aria,come spesso scrivono i cacciatori.
@ cacciatore sono stata giorni fa a una riunione della (LAC) ne sono socia…quante ne combinate, e inventate di “schifezze”durante le ore che praticate la vostra “passione”.scusami non mi stimola scherzare con persone che pensano di avere il diritto di decidere chi vive ,o chi muore!!!comunque ci tengo che tu sappia che quando voi andrete a caccia,pure io “andro’ a caccia”.