GEAPRESS – Il TAR del Piemonte non ha accolto l’istanza di misure cautelari urgenti presentata da LAC, Pro Natura e SOS Gaia avverso l’apertura generale della caccia fissata per il prossimo 30 settembre. Ogni decisione è così rinviata alla Camera di consiglio collegiale del 10 ottobre 2012. Per la LAC gli effetti potrebbero essere ora molto negativi. Questo alla luce della perdurante siccità che ha contraddistinto i mesi scorsi.

Una apertura, che ha già subito un considerevole ritardo grazie al precedente ricorso di LAC, Pro Natura e SOS Gaia che erano riusciti a fare slittare il giorno fissato in precedenza, ovvero il 16 settembre.

Per la fauna selvatica piemontese, sempre ad avviso della LAC, si tratta comunque di una ferale notizia. Per quattro specie (gallinella d’acqua, alzavola, allodola e ghiandaia) scompare la protezione durata 24 anni. Dal 1° ottobre, inoltre, aprirà anche la caccia alle specie della piccola fauna alpina. Si tratta di gallo forcello (nella foto), pernice bianca, coturnice, lepre variabile. Specie ormai quasi estinte.

Come se ciò non bastasse viene reintrodotta la caccia con l’arco. Un mezzo, dicono alla LAC, silenzioso e crudele il quale, il più delle volte, ferisce solamente condannando ad atroci agonie.

Quanto sarebbe bastato ad indurre di abbassare almeno i limiti di carniere che, invece, vengono aumentati. Il tutto senza Piano Faunistico Venatorio Regionale, sei Piani provinciali su otto scaduti, senza legge regionale abrogata per impedire il voto popolare nel maggio scorso, senza l’obbligatoria Valutazione di Incidenza per le zone di Rete Natura 2000 (SIC e ZPS).

Tutto merito della Giunta Sacchetto-Cota, sottolinea la LAC, la quale in tal maniera condannerebbe la fauna selvatica piemontese a massacri come ancora non si erano visti. Questo anche alla luce di nuove regole introdotte nel calendario venatorio 2012-2013 a dir poco singolari. Il cacciatore dovrà appuntare la fauna abbattuta, con un puntino e solo per gli animali recuperati. Puntini che, strada facendo, potranno variare in grandezza, commentano ironicamente dalla LAC, fermo restando che chi ammazza animali e non li recupera potrà rimanere senza puntino ed impuntito.

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