Piemonte: contro il referendum anti caccia aboliamo la democrazia
GEAPRESS – Un quarto di secolo con il quale si è impedito ai cittadini piemontesi di esprimere il proprio voto in tema di abrogazione di più articoli della legge regionale sulla caccia. Un quarto di secolo di escamotage con i quali si è sperato, forse, di far venir meno i desideri di non vedere più gli animali impallinati. Poi, il 23 novembre scorso (vedi articolo GeaPress) la situazione si è finalmente sbloccata. Il referendum si deve fare.
Apriti cielo. Evidentemente 25 anni non sono stati sufficienti per fare maturare la democrazia. Qualcuno, poi, aveva messo in giro la voce che si sarebbe temporaneamente potuta abrogare la legge stessa, togliendo così l’oggetto della discussione. Passati i tempi, se ne sarebbe approvata un’altra per consentire la prossima stagione venatoria. Basta, però, che a decidere non siano i cittadini con il ricorso ad un referendum.
Coincide ora, che l’Assessore regionale Agricoltura, Caccia e Pesca, Claudio Sacchetto ha presentato ieri, presso la III Commissione dell’Assemblea Regionale piemontese, un emendamento con il quale si abroga la legge regionale sulla caccia, ovvero quella da sottoporre al giudizio della consultazione referendaria.
Appena in tempo, dicono al Comitato promotore del referendum, per fare scadere i tempi fissati per la consultazione e approvare poi un’altra legge, magari ancor più peggiorativa. Sacchetto, già noto per le sue proposte anti lupo e per avere distribuito le gabbie per la cattura dei ghiri (vedi articolo GeaPress), si è tra l’altro, recentemente, espresso per consentire ai partecipi “dell’arte della caccia“, di potere sparare nei parchi. I cacciatori sono, così aveva detto, “soggetti esperti e conoscitori del territorio“.
Secondo il Comitato promotore del referendum, in uno stato democratico una proposta come quella presentata ieri in III Commissione, sarebbe già stata rinviata al mittente.
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bisogna votare si’ per,vietare la caccia di 25 specie selvatiche (17 uccelli e 8 mammiferi)….abolire le deroghe al divieto di caccia sul terreno innevato…vietare la caccia la domenica…abolire le deroghe di carniere nelle aziende private di caccia…bisogna dare un durissimo colpo ad una “passione” che e’ solo violenza…
nessun cacciatore vuole commentare,questo interessante articolo?
La legge è legge e va sempre rispettata del resto si può sempre indire un nuovo referendum anche se 25 anni mi sembrano troppi, ma non bisogna disperare.
io sto tenendo traccia dei parlamentari europei che hanno votato pro vivisezione, ora mi informo meglio su questo assessore Sacchetto. Che si scordino pure il mio voto, a qualunque schieramento appartengano.
questo referendum lo vinceremo! io però sarò contento quando lo si farà in tutte le regioni d’Italia!
comunque se dovessero riuscire a rinviare questo referendum per l’ennesima volta cadono completamente tutte le mie aspettative di questo paese chiamato Italia e mi viene voglia di emigrare…sarebbe una tristezza immensa, sono 40 e passa anni che aspettiamo e stanno cercando di bloccarlo ancora, sono stufo, provo un senso di rabbia nel vedere come le lobby dei cacciatori riescono sempre ad averla vinta…vedi caccia in deroga ecc…odio quella sensazione di impotenza, vorrei che tutte le ingiustizie contro gli animali finissero subito! basta!
QUANTO VORREI CHE FACESSERO QUESTO REFERENDUM DA CACCIATORE NON VEDO L’ORA
FACCIAMO UNA RACCOLTA FIRME PER DIRE CHE VOGLIAMO QUESTO REFERENDUM?
Dal solito sondaggio, questa volta effetuato da Beppe Grillo sul suo blog, i risultati: Favorevoli all’abolizione della caccia, 42,32 %, contrari 57, 68 %. Qualcosa non quadra.
ALTRI PROBLEMI CI SONO IN ITALIA LA CACCIA PORTA SOLDI .’ ADESSO DOPO IL” REFERENDUM” PROPOSTO DA GRILLO NEL SUO BLOG PERSO DAI FAVOREVOLI AL REFFERENDUM CON UNO SCARTO DEL 15% E MEGLIO GIRARE ALLA LARGA DAL PROBLEMA POTREBBERO VINCERE I CACCIATORI CHE UNITI SONO UNA FORZA ESAGERATA E PARTICOLARMENTE FANATICA POICHE’ PER MOLTI DI LORO E’ UNA RAGIONE DI VITA
Io da cacciatore incallito sono d’accordo all’abrogazione della caccia anzi non dobbiamo andare più.
cosi massimo un paio di anni con tutti i danni che ci sono da pagare chi sa che gli chiedono il conto a tutti gli ambientalisti
cosi andremo a caccia senza pagare una lira da gennaio a dicembre e chi lo sa magari ce lo chiedono anche per piacere.
In Piemonte andiamo 45 giorni all’anno e paghiamo quanto 600eur per concessioni varie e dentro le spese ci sono anche contributi per mantenere i vari parchi che non servono a nulla servono solo a incentivare danni per agricoltura ecc.ecc.
Non parlare per mantenimento cani macchine e tutti i vari settori che girano con la caccia
Bravi con la crisi che stiamo passando un po di disoccupati in più o meno non cambia nulla
Non parlare anche dei 20/25 milioni di euro che servono per il referendum complimenti
Poi dei 25 mila firme che avete raccolto 25 anni fa quanti ne sono morti????
Lo sapete che se non raggiungete il quorum non potete più fare referendum contro la caccia
Ma io mi chiedo non e meglio che vi sedete in una tavola rotonda ambientalisti e cacciatori e si discute una volta per tutte???????? Perche gli uccelletti che dite voi in Piemonte non interessano più a nessuno
Dei cacciatori Piemontesi
e risparmiamo un sacco di soldi dei contribuenti
A dimenticavo nella provincia di Vercelli abbiamo cacciato meglio nei A.T.C. quando il presidente era un Verde.
@ rino lei e’ il tipico cacciatore arrogante,lascio ad altri il desiderio di risponderle.
Rino, se è d’accordo pure lei (un cacciatore), che a caccia non dobvete andarci più, tanto meglio: non vi resta che farlo.
La crisi? Di certo uno che spende 600 euro + le spese, per andare a caccia 45 giorni all’anno, significa che non è affatto toccato dalla crisi.
Quanti sono i firmatari di 25 anni fa che oggi sono morti? Chi lo sa? Ma considerando che l’età media dei cacciatori era molto alta anche 25 anni fa, probabilmente i firmatari di 25 anni fa che oggi sono morti sono sempre meno dei cacciatori di 25 anni fa che oggi sono morti.
Se non si raggiunge il quorum non si può più fare un referendum contro la caccia?!?!?! E questa dove l’ha letta, su ‘Eva 3000″???
elena.
“……lascio ad altri il desiderio di risponderle”. stai scherzando vero? no dico, per la 200esima, milionesima volta leggere cose trite, ritrite, spappolate che in ogni blog sono come mantra, che costoro propinano all’ infinito, senza neanche cambiare qualche frase, macchè….tutte uguali, sempre quelle. la chicca, la punta di diamante, sempre quella è il denaro, in particolare il famoso, imperdibile “contributo ai parchi “e il “ripopolamento” perchè a seguire, loro contribuiscono alla “tutela del territorio”.. oddio…..ma non esiste proprio di rispondere ancora e ancora e ancora. se non capiscono le risposte logiche date qui ed altrove, andare oltre, dritti e veloci. che perdere tempo ancora dietro alle medesime farlocche giustificazioni che vengono snocciolate ogni volta non se ne può più.
ciao anna margherita,il confronto col mio prossimo che esso sia cacciatore o no,credimi mi piace.ma quando leggo un commento, di una parte persona che parte in quarta cercando di tirare acqua al suo mulino..e rileggi poi il suo commento e noti che la meta’ l’ha gia’ perduta nelle sue affermazioni,credimi ti fa passare pure la voglia di comunicare!!!ieri sera ero contenta ma pure triste sono andata alla harlan, tutte quelle immagini di creature mutilate..i loro occhi..le loro smorfie di dolore.credimi leggendo il commento di rino tra me, e me ho detto ma va f….o!!!!
ciao anna margherita,l’immagine sopra mi ha ridato una scossa di positivita’….ero li quel giorno della manifestazione indetta a torino. con altre mille e mille persone,per urlare..per fischiare..il nostro disgusto contro la caccia,mi permettono di riportare poche parole, che ritengo siano bellissime che ha impostato l’amico lorenzo…Piemonte, alzati e fatti sentire…
Elena, vedrai che il Piemonte che è dalla loro parte, farà sentire la propria voce quest’anno, nonostante il tentativo di boiccotaggio, dividendo in date differenti le loro consultazioni. le persone sono cambiate in questi anni, c’è stato un cambio generazionale, c’è un’informazione che ha permesso uno sguardo esterno ed interno impensabile solo dieci anni. ce la faranno a dire la loro, per “loro”.