GEAPRESS – Cacciatore, di anni 70, di Rivergaro (PC). Denunciato dal Comando Provinciale di Piacenza del Corpo Forestale dello Stato per il reato di macellazione clandestina. Eppure trattavasi di persona incaricata al recupero e alla cura della fauna selvatica dalla Provincia di Piacenza, e che per tale compito aveva stipulato apposita convenzione. Così almeno fino al dicembre scorso, perché (si vocifera a Rivergaro), dopo che la Forestale, ad indagini quasi concluse, ha assunto delle informazioni negli Uffici competenti, la Provincia (chissà perché) se ne guardò bene dal rinnovargli la convenzione.

La Forestale già da tempo stava indagando sui casi di macellazione clandestina legate ai selecontrollori, ovvero i cacciatori di selezione individuati dalla legge sulla caccia per andare ad uccidere (anche in periodo di caccia chiusa ed in area protetta) soprattutto gli ungulati. Già di recente, sempre il Corpo Forestale, aveva sottolineato le complicazioni di questo sistema (vedi articolo GeaPress) ad esempio nel corso di interventi di repressione del bracconaggio. Vi fu poi il caso clamoroso di Siena (vedi articolo GeaPress) che aveva finanche coinvolto la Polizia Provinciale. Lì, ad intervenire, è stata la Procura della Repubblica che ha coordinato un’ operazione congiunta dei Carabinieri e della Guardia di Finanza. Ora Piacenza, sul quale è rimasto invischiato il cacciatore di Rivergaro.
Quello del mercato nero delle carni di cinghiale e capriolo – dice a GeaPress il Vice Questore Aggiunto del Corpo Forestale dello Stato, dott. Gianni Rainieri, Comandante del NIPAF di Piacenza – è un fenomeno sicuramente diffuso anche se va a merito di alcuni ristoratori avere rifiutato le carni che affluivano tramite il soggetto ora denunciato“.

Non solo, la carne del denunciato finiva pure per consumi domestici e regalie… chissà in cambio di che cosa. Il tutto con una attività riconosciuta dalla Provincia! Durante le perquisizioni domiciliari, sono stati rinvenuti ben 50 chilogrammi di carne di capriolo e cinghiale, già sezionata (… evidentemente con taglio da macelleria) e conservata nel congelatore. Sarebbero, invece, dovute finire nell’inceneritore. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).