lupo videotrappola
GEAPRESS – Aveva piazzato due trappole in cappio metallico lungo il sentiero frequentato dalla fauna selvatica. Non poteva sapere che proprio in quel posto il Corpo Forestale dello Stato aveva piazzato delle microtelecamere che hanno documentato il passaggio, proprio all’interno della micidiale trappola, di un cinghiale e di un lupo (vedi foto).

Gli animali sono stati graziati dal fatto che il nodo scorsoio era particolarmente lento. Sarebbe bastato poco per l’ennesima notizia di un lupo o di un cinghiale orrendamente ucciso nel laccio-cappio.

Nei fotogrammi della fototrappola è finito poi immortalato lo stesso bracconiere il quale, riconosciuto dal Corpo Forestale, è stato così raggiunto e denunciato. Prima, però, avrebbe negato ogni addebito. Difesa venuta meno appena i Forestali hanno mostrato la fotocamera sistemata nella vegetazione. Ieri mattina, infatti, una pattuglia del Nucleo di Polizia Ambientale e Forestale del Comando Provinciale di Isernia insieme agli agenti del Comando Stazione Forestale di Pescopennataro si sono recati sul posto accompagnando l’uomo poi denunciato.

I Forestali hanno così provveduto a rimuovere e sequestrare i lacci, deferendo all’Autorità Giudiziaria il pensionato di Pescopennataro che dovrà ora rispondere di tentato furto venatorio ed esercizio della caccia in periodo di divieto generale e con uso di mezzi vietati.

L’uso dei lacci di acciaio, spiega il Corpo Forestale,  è uno dei sistemi più atroci utilizzati per uccidere gli animali selvatici. Questo non solo perché non selettivo, ma anche per le gravissime sofferenze, o addirittura mutilazioni che infligge agli animali che ne restano vittime. Ancor più grave l’episodio di Pescopennataro perché più volte negli anni scorsi l’area è stata visitata da esemplari di orso bruno marsicano, probabilmente provenienti dal vicino Parco Nazionale della Majella. Anche per questa ragione sono stati intensificati i controlli da parte degli uomini della Forestale.   Fortunatamente, un po’ l’inesperienza del pensionato ma soprattutto il caso, hanno evitato che alcuni dei grandi mammiferi presenti in zona, tra cui il lupo di cui è stata documentata la presenza, finissero nei lacci. Animali viceversa destinati a grandi sofferenze e, spesso, morte.

Il problema del bracconaggio, sempre secondo il Corpo Forestale dello Stato, resta purtroppo di drammatica attualità in molte aree del territorio provinciale. Nei giorni scorsi, oltre ai lupi morti per avvelenamento o fucilate, i Forestali hanno trovato anche diverse carcasse di cervo vittime di bracconaggio. Questi episodi, sui quali sono in corso una serie di accertamenti ed indagini, rappresentano un ulteriore problema visto che i bracconieri mirano alla carne degli ungulati selvatici, spesso depezzati direttamente sul posto.

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