GEAPRESS – Prima i quindici pulcini implumi di tordo, poi la perquisizione domiciliare ed il ritrovamento di un’altra quarantina di uccelli, tutti utili per i richiami dei cacciatori da capanno. Non si tratta di un cacciatore ma ha già precedenti specifici. I pulcini di tordo, secondo gli inquirenti, possono fruttare dai 500 agli 800 euro cadauno. Di sicuro, secondo i Medici Veterinari allertati dalla Compagnia dei Carabinieri di Peschiera del Garda (VR) comandata dal Capitano Mario Marino, gli animali erano detenuti in condizioni igienico sanitarie pessime, tanto da fare certificare gravissime violazioni.

L’uomo è stato denunciato per maltrattamento di animali, violazione delle norme sulla protezione della fauna selvatica e furto al patrimonio indisponibile dello Stato. L’impiegato originario di Pescantina (VR) era da un pezzo tenuto d’occhio dai Carabinieri proprio per il sospetto che commerciasse illegalmente animali. Secondo i Carabinieri era solito viaggiare in Trentino e proprio quest’ultima spedizione era avvenuta in Val di Non, famosa per le sue mele.

E’ proprio nei meleti, infatti, che avviene la cattura illegale dei piccoli tordi. Vengono presi nei nidi e poi sessati, ovvero, con un taglio di lametta nell’addome, viene riconosciuto il sesso. Al cacciatore, per i richiami, servono infatti solo i maschi ed il loro canto. Le femmine, una volta tagliate, non vengono incollate (si usa per questo una colla chirurgica) ma direttamente gettate in terra. In Veneto, purtroppo, sono ancora consentite alcune cacce tradizionali (spesso altrove vietate) come quella con l’uso di uccelli da utilizzare per i capanni dei cacciatori.

Gli allevamenti e gli impianti di cattura sono purtroppo autorizzati, nonostante le numerose sentenze e condanne finanche della Corte di Giustizia Europea. Essendo però difficile fare riprodurre gli adulti in cattività, c’è chi preleva dai nidi e ricicla gli uccellini come nati in cattività. Viene, a questo punto, inserito nella zampina un anello inamovibile di riconoscimento. Gli uccellini di Peschiera del Garda, però, ne erano privi. Ulteriore elemento ai danni del denunciato, ovvero sul fatto che avesse prelevato o acquistato in Trentino uccellini raccolti nei nidi.

Secondo indiscrezioni pervenute a GeaPress, parrebbe che il bracconiere sia parente di uno degli undici denunciati per i quali proprio ieri è iniziato a Cordignano (TV) il processo con l’accusa di traffico illecito di uccelli da richiamo. Ristoratori e uccellatori coinvolti nella contestazione del reato associativo. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).