Pescara – cacciatori-bracconieri con il capriolo “caldo” in auto (foto)
GEAPRESS – La carcassa del capriolo, riferisce la Forestale, era ancora calda. I due cacciatori, con regolare porto d’armi, lo avevano da poco abbattuto e, chiuso in un grosso sacco di immondizia (vedi foto), caricato in auto. Non si aspettavano, certo, che i loro spari erano stati avvertiti dai Forestali del Comando Stazione di Montebello di Bertona (PE) che si trovavano nei luoghi in servizio notturno.
Siamo a pochi chilometri dal Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, in località Santanello nel Comune di Civitella Casanova, in provincia di Pescara.
I Forestali, dopo una puntuale attività di raccolta di informazioni e di controllo coordinato del territorio teso a reprimere il fenomeno del bracconaggio, uditi gli spari con estrema rapidità hanno bloccato un’autovettura sospetta. All’interno due uomini, una carabina, cartucce, un faro per la caccia notturna e la carcassa del giovane capriolo, un maschio di circa 4 anni.
I due cacciatori-bracconieri sono residenti nell’area dove sparavano notte tempo in pieno divieto di attività venatoria.
Gli agenti hanno provveduto al sequestro di tutto il materiale probante e consegnato la comunicazione di notizia di reato alla Procura della Repubblica di Pescara. I due denunciati rischiano la confisca dell’arma e la possibile sospensione del porto d’armi.
“Stiamo prestando particolare attenzione ai servizi di contrasto e repressione al fenomeno del bracconaggio” ha dichiarato il Comandate provinciale del CFS di Pescara ing. Mauro Macino “per tutelare sia la fauna, quindi l’ambiente, ma sopratutto per salvaguardare l’incolumità dei cittadini ed evitare cosi tragici incidenti”.
La carcassa del giovane capriolo, dal peso di circa 30 kg, è stata consegnata al servizio veterinario della USL di Pescara, per gli accertamenti di rito ed il successivo conferimento al Istituto Zooprofilattico di Teramo. E’ probabile che l’animale provenisse proprio dal Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.
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MULTE STRATOSFERICHE! CON SEQUESTRO DEI BENI IN CASO NON FOSSERO IN GRADO DI PAGARE! SINO A PIGNORARE PARTE DELLO STIPENDIO O TOGLIERGLI TUTTO E METTERLO ALL’ASTA, AD INIZIARE DALLE ARMI. PROIBIZIONE DI AVERNE ALTRE E SE L’HANNO RITIRO IMMEDIATO E PERPETUO DELLA LICENZA.
DELLA LEGGE POSSONO INFISCHIARSENE e torneranno a farlo, ma DEI LORO SOLDI NO. Invece se la caveranno con una segnalazione e una pacca sulla spalla… Tutto sommato è un furto ai danni di tutti, quegli animali sono anche miei! Diamo il ricavato a chi tutela animali e ambiente…
Leggo:sparavano in pieno divieto di attività venatoria.Come rischiano la confisca dell’arma e la POSSIBILE sospensione del porto d’armi???????Non entro nella questione etica della caccia,pratica barbara e antidiluviana,ma costoro infrangono la legge e rubano,e…..rimarranno impuniti beffando le leggi,voi tutori delle stesse e noi tutti.