GEAPRESS – Senza voler ironizzare sugli esperti che hanno sentenziato il ripopolamento pro-pescatori del Tevere, ma a ben guardare un recente altro richiamo di esperti portato avanti dell’attuale Vice Presidente del Consiglio Provinciale di Perugia Franco Granocchia (IdV), qualche dubbio rimane. Granocchia è infatti andato a reimettere nel fiume Tevere, ad uso dei pescatori sportivi, ben settemila anguille acquistate dalla Provincia. Il tale occasione il Vice Presidente così dichiarava : ” Non dimentichiamo che la Provincia di Perugia nei suoi centri ittiogenici del Trasimeno e della Valnerina ripopola in maniera autosufficiente torrenti, fiumi e laghi con pesci di pregio come il Luccio e la Trota Fario. Siamo anche in questo campo all’avanguardia come sanno bene gli oltre 20mila pescatori sportivi umbri“.

Nessun volgare pesce, dunque, evidentemente poco importante per le pentole e comunque il tutto avvalendosi di noti centri autosufficienti (?). I centri a cui Granocchia fa riferimento, non producono però anguille. Granocchia comunque non è nuovo al coinvolgimento di esperti. Il Vicepresidente “appassionato cacciatore” lo fece poco tempo addietro quando denunciò che “sotto il sottosuolo” del Trasimeno, vi erano “montagne” di …. cacca d’uccello (!!). Le “montagne“, dice sempre Granocchia si sarebbero accumulate dopo l’istituzione dell’Oasi (… con divieto di caccia) e sarebbero causa della crisi idrica.

Purtroppo, ed è qui il problema, lo sterco per Granocchia è difettato e nel “sotto del sottosulo” vi sono “montagne di questo sterco di animali“. Granocchia fece fare dei controlli agli scienziati ed esperti (… di che cosa?). Risultato: lo sterco diventava purtroppo “duro” ma l’acqua, rammollandolo, lo mantiene fresco ed anche per questo il Trasimeno va in deficit idrico. L’Assessore non per questo (… tiene a precisare) vorrebbe riaprire la caccia, ma saltando di palo in frasca irrompe sui danni che gli animali (ad esempio la timida gallinella d’acqua) arrecherebbero all’agricoltura. Le montagne di cacca, sempre secondo Granocchia, sono pertanto un problema delle Oasi. Ed ecco allora (lui che non viole riaprire la caccia) la soluzione degli esperti: aprire la caccia! Ora, però, Granocchia si occupa di pesci che, sempre secondo i suoi esperti, non risalirebbero più l’inquinato Tevere facendo evidentemente dispiacere i pescatori. Detto fatto. Settemila anguille giù nel fiume inquinato dagli scarichi. Chissà, in questo caso, con quale cacca debba intendersi inquinato il Tevere ammazza pesci. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

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