GEAPRESS – Dovevano probabilmente rimanere in Umbria i 25.000 corpicini di uccelli provenienti dall’Albania ed atterrati all’aeroporto di Perugia all’interno di tredici valigie al seguito di due albanesi ed un italiano di origine umbra.

14 novembre, volo Tirana – Perugia. Al controllo bagagli i doganieri si insospettiscono per l’abnorme numero di valigie al seguito dei tre viaggiatori. Senza potersi aspettare che al loro interno vi fosse un cimitero ambulante di uccelli selvatici, i doganieri decidono l’apertura di una delle tredici valigie, trovandovi ammassati centinaia di cadaveri di uccelli. Avvisato il Corpo Forestale dello Stato è così iniziata la determinazione delle specie di appartenenza che ha consentito di rilevare la fregatura (apparente) messa in atto dal nostro connazionale. Aveva rifilato tutti gli uccelli appartenenti a specie protette ai due albanesi. Lui, invece, solo specie cacciabili.

I due albanesi in tal maniera dovranno (teoricamente) subire un procedimento penale che non spetterà al cittadino italiano. Tali reati, però, non prevedono il fermo di polizia. I due, cioè, sono subito liberi di tornare nel loro paese ad attendere la giustiza italiana …., e non solo. Gli inquirenti, infatti, sono convinti che i tre facciano parte di una più ampia consorteria dedita ad organizzare viaggi venatori in Albania e probabilmente anche in Romania. Il ricavato della vendita degli uccellini da destinarsi alla ristorazione, compensa abbondantemente i bassi costi di viaggio e permenenza in quei paesi. Per l’Albania, meno di 1000 euro per una settimana di caccia.

Molto difficili le indagini. I reati contestati, almeno quelli riferibili alle violazioni venatorie nel nostro paese, non offrono alcuno stimolo investigativo. Essendo dei semplici reati di contravvenzione non può applicarsi l’ipotesi di associazione a delinquere.

Ad ogni modo tali importazioni sono interdette dalle leggi sanitarie, fermo restando che il personale Cites del Corpo Forestale ha altresì rinvenuto specie protette dalla Convenzione di Washington sul commercio di flora e fauna in via di estinzione, anch’essa, purtroppo, contraddistinta in Italia da reati di semplice contravvenzione.

Numerosi gli animali appartenenti a più specie di fringillidi, oltre che alla presenza di ballerina bianca e pispole, protette nel nostro paese. In Albania, invece, le ditte di caccia (spesso gestite da nostri connazionali) pubblicizzano finanche la caccia alle allodole con l’ausilio delle civette.

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