GEAPRESS – Proprio ieri per la Liguria, ma per la provincia di Imperia, ne avevamo fatto cenno (vedi articolo GeaPress). Oggi per quella di Savona, ma è successo anche altrove. Stiamo parlando dei silenti mezzi dei bracconieri e, per alcuni, anche dei cacciatori. Fucili o pistole silenziati o addirittura balestre, queste ultime vietate dalla legge al contrario dell’arco, che lancia egualmente frecce. Con le balestre era successo a Livorno (vedi articolo GeaPress), ad Erba (CO), invece, con le pistole e silenziatore (vedi articolo GeaPress) ed ancor prima a Brunico (BZ) con il fucile silenziato (vedi articolo GeaPress). Poi di nuovo Livorno con le carabine idonee ad essere silenziate (vedi articolo GeaPress).

Oggi l’ennesima storia di crudeltà che ha avuto protagonista di nuovo la balestra. Era stata usata chissà quanti giorni addietro per un cinghiale frecciato nelle alture di Finale Ligure (SV). Il dardo (nella foto) è entrato nella schiena, ha trapassato la spina dorsale e l’intestino ed infine nel polmone.

La femmina di cinghiale oggetto del divertimento del cacciatore di frodo ha così dolorosamente convissuto per più giorni. La freccia, verosimilmente in qualche ostacolo, si è poi spezzata. L’animale è poi precipitato, stremato, da un terrazzamento. E’ così giunto al volo in un giardino di casa. Gli increduli abitanti hanno subito avvisato l’ENPA, Sezione di Savona, la quale è immediatamente intervenuta ricoverando l’animale presso un veterinario.

Il cinghiale è stato addormentato per estrarre la freccia ma la radiografia avevano nel frattempo evidenziato le gravissime lesioni interne, tanto da rendere necessaria l’eutanasia. Era per altro in corso una violenta infezione.

L’ENPA di Savona, denunciando il grave episodio sottolinea come la balestra sia purtroppo un’arma di libero acquisto anche via internet (basta essere maggiorenni). Il costo è irrisorio e le potenzialità distruttrici fin troppo evidenti. E’ subdola e crudele come i lacci e le tagliole. Quasi sempre ferisce ma non uccide, condannando le vittime a spaventose agonie, come la povera cinghialina di Finale. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).