GEAPRESS – Contro il bracconaggio occorre un’azione di intelligence, in grado di scovare le postazioni dei bracconieri che invado ormai la penisola sorrentina. E’ questo l’appello lanciato dal WWF, dopo l’ultimo intervento eseguito dal Corpo Forestale dello Stato. Un’operazione  congiunta con lo stesso WWF e coordinata dal Comando Provinciale della Forestale diretto dal dott. Costa. In campo, il personale del Comando Stazione di Castellammare di Stabia (NA), guidati dall’Assistente Capo Gioacchino Cascione.

Ad essere denunciato un uomo di Piano di Sorrento (NA) trovato in possesso di avifauna protetta detenuta in  gabbie anguste, arrugginite ed in condizione incompatibili con la loro natura. La denuncia, oltre che per i reati venatori, è anche di maltrattamento di animali.

Segnalazioni che per fortuna continuano ad arrivare al WWF, soprattutto da cittadini ed escursionisti che si accorgono delle postazioni degli uccellatori mentre percorrono strade e sentieri di campagna. Reti per uccelli che in loco hanno un nome particolare. Si tratta delle cosiddette “schiappare”, tenute da alti pali  in posti strategici per il passaggio degli uccelli. Come quella rinvenuta stamane, proprio in prossimità di un punto d’acqua.

Uccelli utilizzati a volte come richiami vivi  ma che rischiano di rimanere incastrati  per giorni tra i mortali fili di nylon delle reti. Disidratati ed agonizzanti. Il vigliacco bracconiere, aggiunge il WWF, spesso trova  solo cadaveri.

Quello del bracconaggio – ha dichiarato Claudio d’Esposito, presidente del WWF Penisola Sorrentina – potrebbe a volte apparire come una semplice anacronistica usanza, comunque molto crudele. Ed invece – spiega il responsabile del WWF –  è spesso un vero e proprio business“. Delle centinaia di uccelli che finiscono nelle maglie dei bracconieri, infatti, solo una parte finisce sulle tavole. Altri,  saranno costretti a vivere  in anguste gabbie o malsane voliere. Poi ci sono quelli che andranno a foraggiare il fiorente mercato di pseudo amatori e collezionisti, oppure venduti ad altri bracconieri come richiami vivi per attirare nuove prede. “Un cardellino che canta bene – conclude Claudio d’Esposito – può essere quotato oltre 1000 euro, mentre un raro passero solitario trafugato dal nido e svezzato fino alla muta, può essere acquistato per poco più di 500 euro“.

Nei prossimi giorni gli interventi antibracconaggio del WWF e del Corpo Forestale dello Stato saranno intensificati, ma quello che appare ormai chiaro è l’esigenza di un rafforzamento, sia normativo che di impiego di risorse, degli interventi antibracconaggio.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati

VEDI FOTOGALLERY: