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GEAPRESS – Tiro al bersaglio sugli uccelli migratori, qualunque essi siano. Questa la situazione venatoria che si sarebbe venuta a creare, secondo il WWF, nella penisola sorrentina.

Numerose le segnalazioni e proteste pervenute agli stessi protezionisti da parte di cittadini stanchi di dover passare le notti insonni a causa dei richiami. Si tratta dei noti marchingegni elettonici i quali, riproducendo il verso dell’avifauna selvatica, echeggiano a tutto volume per l’intera nottata. Per non parlare dei colpi esplosi nei pressi delle case e dei piombini che colpiscono tetti e finestre.

Proprio questo, tra le altre località, è accaduto a Torvillo, nel comune di Massa Lubrense. Una zona, spiega il WWF, dove i fili elettrici per i richiami sono da sempre interrati in profondità nella montagna e dove reti, trappole e gabbie fuorilegge vengono utilizzate con continuità negli anni. A Torvillo, nei giorni scorsi, una famiglia aveva deciso di dichiarare guerra al bracconaggio e alla “atavica tradizione” di sparare quando, dove e come si vuole. Avevano denunciato i fatti alle forze dell’ordine e la risposta dei cacciatori fuorilegge non si sarebbe fatta attendere. Con un gesto criminoso, spiega il WWF, hanno provveduto a “imprigionare” i denuncianti allocando un robusto catenaccio e catena al cancello di casa e posizionando un cartello minaccioso con su scritto: “State esagerando un poco troppo … questo è solo un avvertimento state attenti in futuro!! A cap e na sfoglij e cipoll…” Tradotto significa la “testa è come una sfoglia di cipolla”, ossia basta ancora poco per cambiare idea.

Evidentemente quella di taluni cacciatori di sicuro lo è – commenta Claudio d’Esposito Presidente del WWF Terre del Tirreno – e deve aver avuto la stessa “capa” anche il cacciatore che, in località Colli S. Pietro, nel comune di Piano di Sorrento, ha tirato giù a colpi di doppietta, interrompendone il lungo volo verso i quartieri di svernamento in Nord Africa e nel Medio Oriente, uno stupendo esemplare di Albanella Reale (Circus cyaneus), una specie a rischio d’estinzione e particolarmente protetta ai sensi della legge 157/92. L’animale in difficoltà è stato avvistato da alcuni cittadini che hanno immediatamente allertato il WWF che ha provveduto a recuperare l’animale ferito ad un’ala e recapitarlo al CRAS del Frullone di Napoli per le cure“.

A volte – ha aggiunto il responsabile del WWF – abbiamo la netta sensazione che la lotta sia impari: da una parte centinaia di vagabondi armati con licenza di spargimento di piombo … dall’altra uno sparuto gruppo di guardie e ambientalisti a contrastarli … il rapporto è 1000 a 1″.

Per il WWF, quelli citati sono solo alcuni recenti esempi dei danni che può fare la caccia esercitata senza regole e controlli. “Nel caso dell’Albanella è assolutamente impossibile confondere un uccello rapace con un’apertura alare di oltre un metro con qualsiasi altra specie. Questo dovrebbe far riflettere sulla professionalità e la civiltà inesistente da parte di diverse persone che continuano ad imbracciare indebitamente e pericolosamente un’arma da fuoco. In quanto alle minacce ai cittadini, che non tollerano più tali atteggiamenti arroganti e fuorilegge, ci aiutano a comprendere come la caccia “fuori controllo” possa portare ad imprevedibili ed estreme conseguenze. A questo punto riteniamo che la risposta dello “stato” non possa più farsi attendere.
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