GEAPRESS – Molto raro e da potersi vedere, solo per i più fortunati, durante le migrazioni. Il Falco pescatore, infatti, migra in pochissimi individui attraverso il mediterraneo. Uno di loro ha sorvolato nei giorni scorsi le isole Pelagie, quanto è bastato, però, per finire in terra abbattuto da una fucilata. La rosa di pallini gli ha devastato l’ala. Un grave episodio di bracconaggio, dicono alla LIPU. Bracconaggio ricorrente, almeno per l’isola di Lampedusa, come già in più occasioni la stessa LIPU ha avuto modo di evidenziare. A Linosa, però, dove è stato abbattutto il Falco, la situazione è più tranquilla e tra gli stessi abitanti è maggiore il rispetto per questi migratori. Forse un atto di un cacciatore forestiero, come in molti in questo periodo invadono le isolette. Lo stesso Falco pescatore di Linosa, del resto, è stato soccorso da un abitante del posto che ha provveduto ai primi interventi di pronto soccorso.

L’abitudine del raro falco, di planare tranquillo anche a quote molto basse, lo ha esposto all’atto scellarato, quanto idiota, di bracconaggio, commentano alla LIPU. Migrazione traumaticamente interrotta, dunque.

A complicare le cose sono sopraggiunte le cattive condizioni meteriologiche che hanno bloccato i collegamenti con lo stesso gruppo di isole circumsiciliane. Arrivato, infine, a Porto Empedocle (AG) il rapace è stato soccorso dal direttore della Riserva natuale di Torre Salsa, Alessandro Salemi (nella foto con il falco ferito) che lo ha consegnato nel Centro Recupero Fauna di Cattolica Eraclea. Qui si è potuto meglio refertare i gravi danni subiti dall’ala del povero rapace. Nei prossimi giorni un delicato intervento di microchirurgia cercherà di ricostruire l’osso dell’ala, danneggiato dai pallini da caccia. Solo ad operazione avvenuta sarà possibile dire quali possibilità vi saranno per potere riabilitarlo al volo e quindi liberarlo in natura. Un processo che richiederà comunque tempi lunghi. 

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati