GEAPRESS – Il TAR dell’Emila Romagna, sezione distaccata di Parma, in nome del Popolo italiano ha annullato l’Ordinanza del Comune di Colorno (PR), la n° 12 del 6 aprile scorso, con la quale si consentiva l’abbattimento delle Nutrie su tutto il territorio comunale.

Il ricorso era stato presentato dalla LAC – Lega per l’Abolizione della Caccia.

Il TAR ha ritenuto, giustamente, che l’amministrazione comunale non ha competenza nell’adozione di provvedimenti in materia di contenimento del numero delle Nutrie e che non sussistono  i presupposti per Ordinanze “extra ordinem“.  Il Comune non ha dimostrato l’esistenza di una emergenza, sotto il profilo sanitario, derivante dalla presenza delle Nutrie.

Infine, i giudici del TAR hanno ribadito che ogni competenza, in materia dei piani diretti al contenimento delle Nutrie,  è attribuita alle amministrazioni provinciali.

Per il momento le Nutrie colornesi sono salve, ma questa Sentenza non significa che lo sterminio sia scongiurato, l’Ordinanza che permette la cattura con le trappole è ancora in vigore.

La Nutria (Myocastor coypus) detta anche castorino è originaria del Sud America, è stata introdotta in Italia da chi voleva arricchirsi sulla sua pelle (mai come questa volta il modo di dire è veramente ‘azzeccato’!), ora deve pagare anche la colpa del fallimento dei suoi aguzzini. A parziale ricompensa di tutti i danni subiti,  i piani di contenimento dovrebbero essere rispettosi della loro vita; sterilizzazioni e reimmissioni andrebbero pianificati in tutti i territori colonizzati, loro malgrado, dalle oramai italiche Nutrie.

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