GEAPRESS – Sale così a tre il numero dei cacciatori colti in atto di bracconaggio in una delle aree più remote del Parco naturale regionale Sirente-Velino, caratterizzata da intatti habitat di alta quota, vicina alla zona contigua del Parco. Dopo il cacciatore in atto di bracconaggio che aveva scambiato i Forestali per cacciatori (vedi articolo GeaPress) è ora la volta di due cacciatori della provincia di Ancona bloccati e denunciati dal personale del Corpo Forestale dello Stato. I due cacciatori colti in atto di bracconaggio, provenivano da Chiaravalle. Con loro i fucili, il munizionamento e due cani setter inglese. Anche questi ultimi due, così come il primo già denunciato, hanno dichiarato di andare a caccia di coturnici.

Questa seconda azione, comunica il Corpo Forestale dello Stato, è dovuta al controllo intensificato proprio a seguito del primo recente accertamento. Il servizio antibracconaggio ha visto impegnati i forestali appartenenti all’Ufficio territoriale per la biodiversità dell’Aquila, che gestisce la foresta demaniale regionale “Acquazzese” e del Comando Stazione di Rocca di Mezzo.

Il territorio della foresta demaniale, esteso 435 ettari dai 1.320 metri di quota alla cresta del Monte Ocre (m 2.209), è interamente compreso in quello del Parco Naturale Regionale Sirente-Velino e in due aree della Rete europea Natura 2000 (il Sito di Interesse Comunitario n. IT7110206 “Monte Sirente e Monte Velino” e la Zona di Protezione Speciale n. IT7110130 “Sirente Velino”).

Tra le attività svolte, la sistemazione di un sentiero-natura per l’escursionismo naturalistico e il monitoraggio della flora e della fauna. Anche in questo caso, nei pressi del sentiero-natura in corso di sistemazione, i forestali hanno bloccato i soggetti denunciati, a caccia proprio di quelle coturnici che costituiscono una delle specie più rare e minacciate della foresta demaniale e di tutto il Parco regionale del Sirente-Velino. L’area in questione si trova a 500 metri dal confine del parco, oltre il quale i cacciatori spesso “sconfinano” alla ricerca delle loro prede, trasformandosi a tutti gli effetti, in veri e propri bracconieri.

Bracconieri in aree protette anche in Puglia. Ad intervenire questa volta è il personale del Comando Provinciale di Taranto del Corpo Forestale dello Stato. I due bracconieri sono stati sorpresi all’interno dell’area protetta del “Parco Regionale Terra delle Gravine”. La denuncia è per esercizio venatorio in area protetta, introduzione di armi e munizioni all’interno della stessa.

I controlli della Forestale, portati a compimento nelle aree comunali di Massafra, Franca e Crispiano, hanno inoltre consentito di elevare alcune sanzioni amministrative ai danni di cercatori di funghi. Diversi chili di miceti sequestrati perché raccolti in area protetta e senza il previsto tesserino regionale.

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