GEAPRESS – La presenza di munizioni appartenenti ad armi non rinvenute nel corso della perquisizione domiciliare, fa presupporre che altri strumenti di morte siano attualmente occultati tra i boschi del Parco Nazionale dello Stelvio. Nella casa, ricadente nel Comune di Stelvio, il bracconiere deteneva solo una carabina “Mauser” con matricola abrasa, silenziatore artigianale e cannocchiale di precisione. Poi numerosi bossoli e cartucce di vario calibro ed appartenenti ad armi diverse. La carabina è stata ritrovata la mattina di lunedì scorso presso la dimora di J.G.Z., di anni 46 di Malles Venosta (BZ).

L’intervento congiunto dei Carabinieri del Comando Stazione di Sluderno, diretto dal Luogotenente Francesco Bognanni,e del Corpo Forestale del Parco Nazionale trova spunto da una inquietante traccia di sangue rinvenuta nel corso di un pattugliamento. Vistose tracce di sangue che portavano proprio verso la dimora dell’indagato. Una vecchia conoscenze della Forze dell’Ordine. Bracconaggio e detenzione illecita di armi.

Il soggetto non era in possesso di porto d’armi. Nella sua casa sono state trovate anche due teste di ungulati. Si tratta di un camoscio e di un capriolo. Poi numerosi resti di cervo, macellato nella stalla adiacente l’abitazione. Teste da vendere come trofei di caccia e carne in parte congelata ed altra disposta ad asciugare con pepe ed altri aromi. Era stata appena lavorata, fatto questo che fa presupporre che l’animale era stato ucciso la notte se non addirittura nelle prime ore del mattino di giorno 23. L’arma, pertanto, poteva essere stata appena riposta in casa e non ancora occultata nel bosco. Al momento dell’irruzione il bracconiere non era presente.

Gli inquirenti ritengono probabile che il particolare tipo di carne, ovvero quella trattata con gli aromi, era destinata non solo per la ristorazione ma anche per alcune macellerie. Il prezzo al chilo può raggiungere i 50 euro.

Inquietante il ritrovamento di due grosse tagliole che, secondo gli inquirenti, dovevano essere utilizzate per i lupi, da poco riapparsi in Alto Adige, e l’orso.

Bracconaggio ma anche commercio illegale di armi. Si tratterebbe in questo caso di una nuova conferma del fiorente commercio di armi di vecchia costruzione più volte messo in luce dai Carabinieri (vedi articolo GeaPress). Fucili ed altri armamenti, modificati in loco per essere utilizzati nel bracconaggio e provenienti dalla Svizzera e dalla Germania (vedi articolo GeaPress).

Al bracconiere di Stelvio, sono stati contestati i reati relativi alla detenzione di arma clandestina, alterazione di armi, detenzione abusiva di munizioni, esercizio della caccia nel Parco Nazionale dello Stelvio. Armi, munizioni e selvaggina sono stati posti sotto sequestro.

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