cinghiale
GEAPRESS – Avevano occultato le armi in un’area isolata del Parco Nazionale dell’Alta Murgia. A convergere in località “Jazzo Rosso” dell’agro di Ruvo di Puglia (BA), sono stati però i Forestali del  Coordinamento Territoriale per l’Ambiente del  Parco Nazionale dell’Alta Murgia – Comando Stazione di Ruvo di Puglia. Dopo una lunga attività di indagine con osservazioni e appostamenti hanno colto in flagranza due soggetti che, stante il comunicato della Forestale, si stavano preparando ad una battuta nottura di caccia al cinghiale.

Le indagini di polizia giudiziaria hanno  permesso di accertare come l’attività di caccia illecita era effettuata con due fucili riportanti i numeri di matricola, di cui uno risultato rubato nel 2009 e l’altro di provenienza  ignota. Le armi erano state inoltre occultate nel luogo prescelto, all’interno di una sacca ricavata da una camera d’aria di un pneumatico e di un tubo in PVC a perfetta tenuta stagna.

Nei luoghi vi era inoltre una pastura per i ungulati. Sarebbe servita per attirare ed abbattere gli animali. Il pastone era un miscuglio di olio minerale esausto, sfarinato di cereali e cibo avariato.

Le successive indagini hanno altresì acclarato che uno dei due individui era in possesso di regolare licenza di caccia mentre l’altro con uno specifico precedente di polizia in materia di armi non possedeva alcuna abilitazione. Le indagini successive dei forestali del Comando Stazione di Ruvo di Puglia su disposizione del P.M. titolare saranno volte ad accertare l’esatta provenienza dell’altra arma al momento ignota.

I due soggetti dovranno ora rispondere di ricettazione, di gravi reati in materia di armi (detenzione e porto) oltre alle violazioni penali in materia di tutela di aree protette e di caccia illegale. La Procura della Repubblica c/o il Tribunale di Trani ha già convalidato il sequestro dei due fucili e del munizionamento effettuato d’iniziativa dal Corpo Forestale dello Stato.

Nel Parco Nazionale dell’Alta Murgia – ha dichiarato il Commissario Capo Giuliano Palomba –  è vietata la cattura, l’uccisione, il danneggiamento e il disturbo di tutte le specie animali, e quindi è assolutamente illegittima l’attività di caccia. Gli uomini del Corpo Forestale dello Stato hanno intensificato negli ultimi mesi il controllo sull’attività di bracconaggio. Anche nell’ultimo anno  diverse sono le persone che sono state denunciate all’Autorità Giudiziaria per aver esercitato l’attività di caccia all’interno del Parco o nelle zone limitrofe. Purtroppo i bracconieri nonostante i controlli effettuati dagli uomini del C.T.A di Altamura e dai Comandi Stazione di Ruvo Altamura, Gravina, Andria continuano l’attività non legale, e per eludere i controlli dei Forestali pongono in essere sistemi di caccia non convenzionali, facendo uso di tecniche di caccia silenziose, con l’ausilio anche di mezzi vietati. L’attività di indagine messa in atto dai Forestali anche con l’ausilio di telecamere, ha evidenziato la caccia attraverso l’investimento degli stessi animali con potenti autovetture, l’utilizzo dei lacci d’acciaio, vere e proprie trappole per tutta la fauna selvatica e l’utilizzo di armi che vengono nascoste nei boschi. E’ in corso di accertamento l’uso di balestre

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