allodole e richiami
GEAPRESS – Forti sospetti di attività venatoria illecita condotta all’interno del Parco Nazionale della Majella. Aree interne ma anche esterne, come nel caso dell’operazione portata a compimento oggi dal Coordinamento Territoriale per l’Ambiente (C.T.A.) di Guardiagrele ed il Comando Provinciale di Chieti del Corpo Forestale dello Stato

All’alba, una delle pattuglie coinvolte, ha individuato in località S. Egidio, nel comune di Roccapia (AQ), zona B del Parco Nazionale della Majella  un richiamo acustico elettromagnetico utilizzato in ambito venatorio per attirare la selvaggina, ma vietato dalla legge. Il marchingegno, subito posto sotto sequestro, era completo di batteria. Il tutto sistemato in un campo cespugliato.

Sul versante chietino, invece, le pattuglie composte dai Comandi stazione di Cansano, Popoli bis, Lettomanoppello, Palena e del CTA, in collaborazione con i Comandi stazione di Torricella Peligna e di Villa Santa Maria, dipendenti dal Comando Provinciale di Chieti, hanno sequestrato a Civitaluparella (CH) altri richiami. Ad essere stati colti in flagranza di reato sono sei cacciatori, che a breve distanza dai dispositivi illeciti attendevano pronti per colpire la selvaggina attirata fraudolentemente. Purtroppo avevano già abbattuto 25 allodole. Tutti i cacciatori, di età compresa tra i 24 e di 30 anni, sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria per la violazione della legge 157/92. I richiami acustici elettromagnetici, oltre che le venticinque allodole, sono state poste sotto sequestro.

Durante le perlustrazioni, é stata inoltre elevata una sanzione amministrativa ad un tartufaio che contrariamente alle disposizioni dettate dalla normativa sulla raccolta dei tartufi, utilizzava un numero di cani oltre il consentito, nel comune di Palena.

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