macello caccia
GEAPRESS – Una maxi-operazione condotta dal Nucleo Operativo Antibracconaggio di Roma del Corpo Forestale dello Stato, coadiuvato dai Comandi Stazione Forestali  di Norcia e Norcia Bis, rispettivamente dipendenti dal C.T.A. di Visso (MC) e dal Comando Provinciale di Perugia. A finire nei guai sono i presunti  responsabili di una attività di bracconaggio, sebbene in possesso di licenza di porto di fucile per uso caccia, che interessava il territorio del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, nel Comune di Norcia.

Da tempo gli uomini della Forestale erano sulle tracce di alcuni soggetti che svolgevano attività di bracconaggio, sia nell’area protetta che al di fuori. Per la loro individuazione è stato necessario  pianificare un’attività investigativa complessa ed articolata.

Gli Agenti della Forestale, infatti, hanno dovuto monitorare tutti gli spostamenti dei cacciatori di frodo riuscendo così a prevedere l’azione criminale. I cacciatori erano soliti transitare durante le ore serali lungo le strade sterrate all’interno dei boschi per la ricerca di animali selvatici da abbattere. L’intensificarsi dell’attività investigativa ha fatto emergere anche tracce che hanno fatto supporre un incremento delle pratiche venatorie di frodo tramite gruppi organizzati. L’attenzione di questi era rivolta in special modo ad assicurarsi che il personale CFS avesse già svolto servizio nelle ore diurne per poter tranquillamente operare nelle ore notturne.

Il blitz scattato durante le ore serali ha portato alla denuncia di due persone residenti a Norcia che dovranno difendersi dai reati di caccia all’interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, caccia in periodo di chiusura generale, disturbo della fauna selvatica, omessa custodia delle armi da caccia e omessa denuncia di variazione del luogo di detenzione delle armi.

Subito sono state eseguite le perquisizioni sul veicolo utilizzato dai due bracconieri e presso l’abitazione di uno di questi. Gli interventi, che hanno visto impegnati nove tra Sottufficiali ed Agenti del Corpo Forestale dello Stato, hanno permesso di ritrovare: un fucile semiautomatico calibro 30.06 con relativo caricatore contenente 4 munizioni ed un faro alogeno utilizzato per la caccia illegale oltre ad una pistola calibro 6.35 irregolarmente detenuta.

E’ stato anche individuato il posto per la macellazione degli animali. Si trattava di una cantina dell’abitazione ove sono stati rinvenuti e sequestrati diversi prosciutti di cinghiale ritenuti presumibilmente freschi, che qualora avallata questa ipotesi, confermerebbero l’attività illegale perpetrata dai due soggetti.

I due cacciatori rischiano una pena fino ad un anno di arresto e ammende fino a 4.000 euro e la sospensione della licenza di porto fucile per uso caccia fino a tre anni.

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